Il Tirreno

Versilia

Imprenditore di Viareggio accusa i vertici di una banca

di Corrado Benzio
Imprenditore di Viareggio accusa i vertici di una banca

Si è rivolto alla Procura della Repubblica di Genova su vicende che riguardano la Cassa di Carrara, controllata dalla Carige

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VIAREGGIO. Ferruccio Fambrini non molla. Ex impresario edile viareggino, da una decina d’anni ha ingaggiato una battaglia coi vertici (ora tutti in pensione, o quasi) della Cassa di risparmio di Carrara. Rei, secondo le sue accuse, di averlo portato al fallimento dopo avere finanziato a lungo le sue attività imprenditoriale, legate soprattutto ad appalti pubblici nella provincia di Massa. Lavori importanti in realtà delicate come il carcere o il Tribunale del capoluogo apuano.

Fambrini ha denunciato, querelato, presentato memorie. Non si è mai arreso. Finora, in effetti, la giustizia non gli ha dato grande ragione. Ma lui non molla. Martedì mattina, accompagnato da Giovanni Benassi che lo assiste, Fambrini ha deciso di scavalcare le procure di Lucca e Massa e presentarsi direttamente alla Procura di Genova (ricordiamo che il Tribunale di Massa dipende da Genova e non da Firenze) per presentare un nuovo esposto.

Non l’ennesima tiritera ma una denuncia a cui è allegato un dischetto con la registrazione di un colloquio fra lui e un dirigente della Cassa di risparmio di Carrara che chiamerebbe in ballo _nella sua vicenda di imprenditore praticamente a terra _ non solo i vertici della banca ma anche settori della magistratura. Un mix esplosivo se fosse verificato.

Fambrini e Benassi hanno avuto un lungo colloquio con il procuratore aggiunto di Genova Nicola Piacente. Nella memoria presentata nel capoluogo ligure anche la richiesta di capire perché certe inchieste che riguardavano i vertici di Caricarrara _ che è proprietà di Carige _ sono state archiviate.

Una vicenda intricata che gioca su vari fronti, da quello bancario a quello degli appalti. Intanto Giovanni Benassi, il professionista che segue le sue vicende, ha già subito uno strano furto nel suo ufficio. Proprio del computer e dei dischetti che contenevano la delicata registrazione. E così il caso Fambrini si cotorna di una sinistra luce gialla.

Benassi, che risiede a Pietranta ha comunque informato del caso Fambrini anche i capogrippo consiliari in Regione. Non intende mollare la presa e arrivare comunque fino in fondo, magari creando un caso politico sui finanziamenti delle banche alle imprese.

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