Italia
È uno scrittore pugliese il gay più bello d’Italia
TORRE DEL LAGO. È pugliese, studia scienza del servizio sociale all'università e ha la passione della scrittura il vincitore del titolo di gay più bello d'Italia incoronato al Mamamia di Torre del...
TORRE DEL LAGO. È pugliese, studia scienza del servizio sociale all'università e ha la passione della scrittura il vincitore del titolo di gay più bello d'Italia incoronato al Mamamia di Torre del Lago Puccini. La giuria capitanata da Mauro Coruzzi, in arte Platinette, e composta da personalità della cultura e dell'informazione lgbt italiana, ha premiato su 12 concorrenti provenienti da diversi regioni italiane il ventenne pugliese Serio Lello.
La serata si è articolata in due sfilate una casual e una con costume da bagno ed un'intervista.L'attenzione è ricaduta sia sulla divertente conduzione di La Wanda Gastrica e Angel Devid, sia sui pungenti interventi di Platinette che ha deliziato il pubblico con la sua canzone “Io sono una finestra” presentata a Sanremo in duetto con Grazia Di Michele.
È nella parte dell'intervista che è emerso Lello Serio, che oltre a brillare per la sua bellezza, si è fatto valere anche per la sua intelligenza e per la sua forte emotività.
Lello è originario di Massafra, in provincia di Taranto, ma vive a Bari, è fidanzato, studia all'Università di Bari scienza del servizio sociale perché, dice, il suo sogno è fare l'assistente sociale e di prendersi cura di bambini in difficoltà. Lello, inoltre, lavora come cubista in discoteca per pagarsi gli studi.
«Sono uno scrittore - dice - a 16 anni ho iniziato a scrivere un romanzo fantasy su un legame di sangue e d'amore tra un ragazzo e una ragazza e l'anno scorso l'ho pubblicato dalla casa editrice Dellisanti, col titolo "Tutto quello che non pensavamo di essere". Ora sto lavorando ad un secondo romanzo. Ho sempre saputo di essere gay ma ne ho preso consapevolezza a 14 anni. In famiglia l'ho detto a 18 anni: prima a mia madre, che mi ha confessato di averlo sempre saputo, poi a mio padre, non senza qualche difficoltà. Alla fine, da uomo a uomo, gli ho parlato a quattr'occhi e mi ha capito ed accettato».
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