Finanza
Profughi, Regione contro Comuni
L’assessore Bugli ai sindaci che negano l’accoglienza: «La Versilia deve fare la propria parte»
VIAREGGIO. È il tempo dell’azione e non delle polemiche. Potremmo sintetizzare così la “tirata d’orecchie” dell’assessore al sociale Vittorio Bugli all’indirizzo dei sindaci della Versilia che ancora non hanno messo a disposizione soluzioni per l’accoglienza dei profughi in fuga dalle zone di guerra. E in particolare si rivolge ai quei primi cittadini che, anche a fronte delle sollecitazioni della Prefettura - pronta a requisire gli immobili se i Comuni non si attiveranno - continuano a rifiutare la propria disponibilità e a prendere tempo.
«Bisogna che si capisca - spiega l’assessore regionale che di questi temi, una settimana fa, è venuto a parlare in Versilia proprio con i sindaci - che in questa fase dobbiamo essere tutti un po’ più pratici. Non parliamo di cifre significative per la Provincia di Lucca e la Toscana in termini di accoglienza: un profugo ogni 600 abitanti non sconvolge la nostra regione. Il problema è che questo sistema regge se tutti fanno la propria parte».
Lo scenario che la Regione intende scongiurare è quello delle tendopoli. «Il modello che abbiamo proposto ai Comuni - continua Bugli - è molto meglio della previsione di sei tendopoli da mille profughi o dodici da cinquecento».
Poi replica alle perplessità delle amministrazioni versiliesi, in particolare quelle di Pietrasanta e Viareggio. «Sento di Comuni che magari dovrebbero prendere 10 profughi ma che fanno opposizione sostenendo che dovrebbero essere fatti accordi con la Libia. per carità: questa è una prerogativa del Governo e speriamo tutti che succeda e che l’Europa faccia la sua parte. Tutto giustissimo e senza dubbio è una discussione che non si può trascurare. Ma auspicare una soluzione politica sulla quale lavorare insieme non può essere la scusa per chi deve prendere 10 profughi di dire di no. Viareggio è gli altri Comuni della Versilia debbono fare uno sforzo per farsi carico di qualche decina di profughi».
L’assessore non entra nel merito dell’utlimatum della Prefettura di Lucca sulla possibilità di requisire immobili in caso di indisponibilità dei Comuni a trovare soluzioni. «Dico solo - continua Bugli - che ciascun sindaco si deve attivare facendo la propria parte e gestendo in prima persona la situazione. Noi, come Regione, ci siamo e ci sono anche le altre istituzioni. Ma bisogna rendersi conto che qualche cosa occorre fare. È indubbiamente più semplice cominciare a fare delle risposte e fornire delle soluzioni che avviare queste polemiche che fanno perdere tempo e basta. Bisogna capire che va fatto».
E a rassicurare i primi ciaatdini della Versilia cita l’esperienza già avviata in altre realtà della Toscana. «I problemi se si sono creati è stato prima dell’arrivo dei profughi - commenta - ma dopo il loro arrivo la situazione si normalizza, specialmente se si riesce a farli partecipare alla vita del paese e del Comune. Ci sono tanti enti che beneficiano del lavoro di questi ragazzi che fanno il taglio dell’erba o la pulizia del paese. Non voglio ideologizzare ma dipende da come si fanno le cose. Se il sindaco vuole la soluzione la trova».
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