Estate boom per le spiagge Nei bagni più 10% di clienti
Il caldo e i rischi nelle mete esotiche aiutano, ma le presenze sono mordi e fuggi «I pratesi sostituiti dai cinesi. Che però restano pochi giorni e comprano altrove»
VIAREGGIO. L’imprenditore o il professionista, che arrivava dalla Firenze-Mare a bordo di un’auto o di una moto nuova fiammante, per spendere in Versilia il frutto di un benessere che pareva senza fine, è quasi sparito. Ha lasciato il posto a un giovane con gli occhi a mandorla, anche lui ben rifornito nel portafogli. Ma che in Versilia ci sta poco, se non pochissimo. Giusto il tempo di godersi la spiaggia, mangiare un frittino e poi tornarsene via. Magari verso un centro commerciale con le grandi firme. Ma è anche grazie a questa clientela straniera mordi e fuggi, che nelle spiagge si torna a sorridere: al momento l’estate versiliese segna un 10% in più di presenze negli stabilimenti balneari.
La (piccola) rinascita. Gli operatori sono d’accordo: questa stagione non è paragonabile, in senso buono, con le ultime due. «Ma è proprio perché siamo andati molto a fondo negli anni passati - afferma Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale del sindacato balneare Fiba Confesercenti - che non si può parlare di un rilancio clamoroso. Certo, i risultati sono ottimi e bisogna esserne contenti». Come detto, la stima dell’incremento di presenze negli stabilimenti sfiora il 10% rispetto all’estate scorsa. Non altrettanto positivo, secondo gli operatori turistici, il trend degli incassi. Ma su questo pessimismo bisogna sempre andar cauti. Anche perché c’è chi come Roberto Bertolucci, presidente dei balneari della Darsena, ammette che «quest’anno anche bar e ristoranti dei bagni hanno lavorato bene». Un’inversione di tendenza, rispetto agli anni precedenti quando i consumi all’interno degli stabilimenti - lo spaghetto allo scoglio, ma anche il gelato - erano stati ridotti da famiglie meno danarose.
Chi sono. I cosiddetti “stagionali”, cioè i viareggini e in generale i versiliesi e gli altri toscani che affittano ombrellone e sdraio per tutta l’estate, sono sempre meno. È vero che ci sono bagni che cercano di venire incontro alla clientela, applicando tariffe più vantaggiose. Ma ormai spendere 1.000-2.000 euro e oltre per l’ombrellone, a cui magari si aggiunge una vacanza fuori zona, diventa più complicato ogni anno che passa. Le presenze aumentano grazie al trionfo del mordi e fuggi. «La maggior parte dei nostri clienti - spiega Carlo Monti, presidente dei balneari di Viareggio - sono giornalieri, cioè arrivano nel fine settimana. Notiamo un ritorno importante degli stranieri: nordeuropei, ma anche spagnoli, francesi, inglesi. E anche americani». Tutti turisti che passano la vacanza in Toscana, e che nel pacchetto classico Pisa-Firenze includono anche qualche giorno al mare in Versilia. Ed è in questo panorama che si inserisce un aumento di presenze di turisti cinesi. Alcuni arrivano dall’Oriente, altri dalla vicina Prato, loro terra d’adozione. Tanto da far dire a Roberto Bertolucci che «i pratesi, nostra figura classica di riferimento turistico, sono stati sostituiti dai cinesi».
Perché vengono. Il caldo ha dato una mano, senza dubbio. «Anche le tensioni internazionali, che rendono rischioso un soggiorno in mete esotiche - spiega Lardinelli - hanno contribuito». Meno probabile che sulla scelta dei turisti influiscano iniziative o offerte particolari. Se si esclude Lido di Camaiore, che resta la realtà più movimentata e innovativa, la Versilia “vende” solo se stessa. Una ricetta che sembra ancora funzionare.
@matteotuccini
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