Il Tirreno

Versilia

Principino, idea Lardinelli «Ospiti negozi di lusso»

di Matteo Tuccini

L’imprenditore rilancia: privatizziamo la struttura e abbandoniamo i congressi «Creare un polo commerciale per grandi firme sarebbe molto più redditizio»

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VIAREGGIO. Un polo commerciale del lusso, con grandi firme come Prada, Louis Vuitton, Gucci e così via, in fondo alla Passeggiata. Che invece dei professionisti dei congressi possa attirare «clienti vip come gli armatori ospiti dei cantieri nautici, oppure stranieri interessati a comprare italiano». È questo il futuro giusto per il Centro congressi Principe di Piemonte secondo Vincenzo Lardinelli, imprenditore balneare - è presidente nazionale del sindacato Fiba Confesercenti - tra i più conosciuti in città.

Per risollevare dalla crisi il Centro congressi, Lardinelli rilancia un progetto di cui si era parlato già tre anni fa, e che aveva trovato nell’allora sindaco Luca Lunardini uno sponsor importante. C’erano anche i cosiddetti “rendering”, cioè le ipotesi su carta di come il Principino avrebbe potuto trasformarsi in senso commerciale (si erano fatti anche i nomi di Max Mara e Abercrombie tra i marchi interessati al trasloco). Nell’idea dell’amministrazione di allora, però, si manteneva l’attività congressuale.

Lardinelli, invece, pensa a qualcosa «che possa trasformare radicalmente il Principino. Partendo da un dato essenziale: l’apertura ai privati». Si parla di un gruppo di imprenditori balneari interessati a prendere in mano la struttura. «Non ne so nulla - afferma Lardinelli - di interessamenti di questo tipo si parla da anni, non ho idea se ci sia qualcosa di più concreto. Anche perché prima bisognerebbe capire dal sindaco Giorgio Del Ghingaro in che modo si intende far entrare il privato nel Centro congressi. Detto questo, penso non sia più sostenibile la gestione interamente pubblica della struttura. Sia per un discorso di opportunità, che per risultati non adeguati a quelle che erano le aspettative».

Il punto fermo, a detta di Lardinelli, è «chiarire in che modo si possa dar spazio a persone capaci e competenti, in grado di far fruttare una risorsa eccellente. Il Comune può decidere se liberarsene, incassando una cifra una tantum, o rimanere coinvolto garantendosi entrate fisse: in entrambi i casi, può far cassa. Una volta affidato ai privati, il Principino potrebbe dire addio ai congressi, che non mi risulta abbiano fatto sfracelli in questi anni. E dedicarsi da un lato al turismo balneare, con lo stabilimento annesso, dall’altro a creare un punto di riferimento del lusso che in questo momento non c’è. Mi spiego: oggi chi arriva da fuori, penso a un russo o a un cinese, per comprare i marchi top italiani si fa accompagnare in centri commerciali che si trovano lontano, in posti tra l’altro piuttosto brutti. Creando uno spazio dove concentrare le grandi firme tratterremmo a Viareggio questi clienti. Con ricadute preziose per tutta la città».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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