Sicurezza
Le piscine dei bagni stangate dall’Asl per il troppo cloro
Chiusa e multata di mille euro una struttura a Marina Controlli anche a Viareggio per evitare rischi ai clienti
VIAREGGIO. Piscine degli stabilimenti balneari stangate per il troppo cloro. L’ultimo provvedimento è di martedì mattina, quando Capitaneria di porto e Asl hanno fatto visita in particolare a due strutture, una a Marina di Pietrasanta e una a Viareggio, in seguito a delle segnalazioni ricevute. Di entrambe gli stabilimenti non è stato fornito il nome.
La prima piscina è stata chiusa temporaneamente e multata di oltre 1.000 euro proprio per valori eccessivi di cloro; per quanto riguarda la seconda, che aveva valori alti di Ph nell’acqua, ma senza che ci fosse uno sforamento eccessivo - o comunque tale da presentare rischi clamorosi per la salute delle persone - i gestori sono stati invitati a intervenire immediatamente sull’apparecchio che regola appunto i valori dell’acidità dell’acqua. In quest’ultimo caso non è stato previsto alcun provvedimento specifico.
In entrambi i controlli, oltre ai test immediati sull’acqua della piscina, sono stati eseguiti dei campionamenti che verranno esaminati dall’Asl. E i cui risultati saranno noti nei prossimi giorni. Entrambe le strutture sono tutt’ora aperte.
I controlli sulle piscine rientrano nell’attività quotidiana dell’Asl per la tutela della salute delle persone, soprattutto in centri e impianti sportivi molto frequentati.
Il Piano sanitario regionale, infatti, indica come prioritari i controlli su palestre, piscine e centri estetici, attività ritenute più a rischio per quanto riguarda la salubrità degli ambienti. Oltre che per i prodotti utilizzati, sia per la pulizia dei luoghi che per l'applicazione sulle persone. E in Versilia questo tipo di attività sono molte. Si pensi che, oltre alle quattro piscine comunali (Viareggio, Massarosa, Camaiore e Seravezza-Forte) ci sono quasi 200 piscine nelle strutture turistiche, in prevalenza hotel e stabilimenti balneari. Questi impianti vengono controllati dall’Asl perché, pur essendo privati, sono aperti al pubblico.
La verifica dei tecnici del Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria riguarda soprattutto i valori di Ph - che indicano l’acidità o la basicità - o di cloro nell’acqua. In entrambi i casi, uno sforamento può significare un rischio di arrossamento o infiammazione della pelle, con conseguenze fastidiose per i clienti delle piscine. In genere, valori sballati di cloro o Ph sono dovuti a un malfunzionamento degli impianti che monitorano costantemente questi valori nell’acqua, oppure a una cattiva gestione della stessa piscina. Può accadere, infatti, che per evitare rischi si usi troppo cloro, e questo può rappresentare un pericolo per la salute.
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