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Gli atleti del tiro alla fune: la falsa messa è colpa nostra

Gli atleti del tiro alla fune: la falsa messa è colpa nostra

Camaiore: Il rione La Badia chiede scusa al parroco, al vescovo e all’intera Curia. I responsabili: «Abbiamo usato abiti di carnevale e ostie finte, non volevamo offendere»

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CAMAIORE. Le scuse, pubbliche, erano già state annunciate lunedì 18 dopo l’incontro con il priore di Camaiore, Don Damiano Pacini. E proprio lunedì sera ci deve essere stato il chiarimento ufficiale e definitivo anche in seno all’associazione “Rione La Badia”. Fatto sta che martedì 19 sono arrivati, attesi, i mea culpa e i passi indietro di chi la vigilia di Ferragosto ha pensato di far festa mettendo in scena una falsa messa nel giardino della chiesa della Badia di Camaiore. Una rappresentazione che è andata bel oltre la goliardia scatenando le reazioni indignate di decine e decine di persone. Tra loro anche il parroco Don Damiano che ha voluto ripubblicare sul proprio profilo Facebook il video della rappresentazione definita blasfema dove, peraltro, si riconoscono bene i protagonisti. Gli stessi che oggi chiedono pubblicamente scusa per l’accaduto precisando di non aver usato paramenti sacri e ostie vere, cosa che inizialmente aveva destato ancora più preoccupazione nella comunità camaiorese.

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«L’Associazione Culturale “Rione la Badia” in primis e gli atleti del tiro alla fune - si legge nella nota inviata dall’associazione - vogliono scusarsi pubblicamente con la Curia di Lucca, il Vicario Monsignor Michelangelo Giannotti e la Parrocchia di Santa Maria Assunta di Camaiore nella persona di Monsignor Damiano Pacini per quanto è stato pubblicato su facebook in questi giorni». La nota è a firma del presidente del rione La Badia e il riferimento è al video della messa pubblicato, in prima battuta, proprio sul profilo Fb dei sostenitori della Badia. «Gli atleti – aggiunge l’associazione – tengono a precisare che l’accaduto è stato organizzato da loro stessi all’insaputa del Rione; per questo si scusano anche con l’Associazione stessa e precisano che non era loro intenzione offendere né tanto meno mancare di rispetto alla religione o alla figura del parroco o soprattutto alla Liturgia dell’Eucarestia». «Desideriamo precisare - conclude infine la nota - che non sono state usate particole (ostie) ma materiale di pasticceria ed abiti di carnevale. A nome di tutto Rione e degli atleti tutti ci scusiamo nuovamente per l’accaduto».

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di Redazione web