Sicurezza
Finito l’idillio tra Comune di Forte dei Marmi e Maserati
Sarà risolto il contratto con la casa automobilistica. Motivo: commercio non autorizzato nello stand in pineta
FORTE DEI MARMI. L’idillio tra Comune di Forte dei Marmi e Maserati, entrambe con i comuni natali nel 1914, e fortificato da due anni di iniziative d’immagine comuni sta per finire nel peggiore dei modi? Si direbbe proprio di sì, visto che alla prossima Giunta si dovrebbe decidere la risoluzione del contratto con la celebre casa automobilistica modenese, risoluzione che secondo le carte firmate per dar vita alla mostra rievocativa sui pannelli del cantiere del Fortino e soprattutto con lo stand nella pineta Falcone e Borsellino è praticamente automatica nel caso in cui, in questo spazio promozionale, si effettuino operazioni di vendita. E così sembra essere stato, visto che la polizia municipale – che avrebbe anche effettuato controlli in borghese o in incognito - ha elevato alla Maserati un verbale di ben 5mila euro per violazione della normativa sul commercio.
Insomma secondo i vigili del Forte avevano proprio ragione le categorie turistico economiche a denunciare attività di vendita in quella zona di via Spinetti e non chi dal Palazzo rassicurava sulla esclusiva attività espositiva. Sia come sia, va anche aggiunto che secondo alcuni esperti un eventuale ricorso della Maserati potrebbe facilmente annullare il verbale e la sanzione comminata e si vanificherebbe così anche ogni altra decisione, se non ci penserà prima il tempo, visto che l’accordo con l’amministrazione comunale scade il 31 agosto , e che è oramai alle porte.
Dunque, se questi sono i fatti, avevano ragione Daniela Broch del centro commerciale naturale, Antonio Morini della Confcommercio e Giovanni Maffei dell’Associazione commercianti cittadina che fin dai primi di luglio aveva denunciato con chiarezza al Comune che «nello stand Maserati in piazza Falcone-Borsellino si effettua attività di vendita in totale difformità da quanto disciplinato dalla delibera della Giunta 114/201». E le stesse categorie continuavano: «l’amministrazione comunale ci ha comunicato che dai controlli effettuati non è risultata alcuna attività di vendita, né la presenza di qualsiasi indizio che potesse avvalorarne l’esistenza. Essendo certi però che la merce esposta all’interno dello spazio sia stata e continui ad essere venduta rinnoviamo la segnalazione».
«Che le coste stessero così non avevamo alcun dubbio – commenta Giovanni Maffei, presidente dell’Associazione Commercianti - perché fin dall’inizio era venuta da noi una persona che aveva acquistato una borsa. Ovviamente, noi fino ad allora non ce n’eravamo interessati direttamente, poi siamo giunti però a far fare altri cinque acquisti e relativi scontrini per riprova. Purtroppo l’amministrazione ha negato fino all’ultimo adducendo in un paio di risposte “controlli e appostamenti” che non hanno rilevato nulla. Tant’è che all’epoca gli replicammo che evidentemente i controlli forse non erano stati fatti bene. Oggi ci resta tanto amaro in bocca come associazioni che si interessano del commercio perché in questo caso l’amministrazione ha avuto notevoli difficoltà per mettersi in moto, mentre in altri casi è stata più veloce sembrerebbe anche in presenza di denunce non canoniche. A scanso di equivoci noi siamo felici della collaborazione con la Maserati – conclude Maffei – e credo che la casa automobilistica sia abbastanza estranea alla questione vendita, ma la cosa più grave di questa storia è stato proprio il comportamento della politica. Del resto chi non prenderebbe in affitto quel luogo su via Spinetti per venderci qualsiasi cosa durante l’estate? Ma il verde pubblico non si può e non si deve affittare».
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