Il Tirreno

Versilia

Sgombero ex Liridi ancora rinviato

Il Comune ha deciso dopo le ispezioni Asl e Nas. Ma la proprietà non era informata

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VIAREGGIO. Altre ventiquattro ore di tempo prima che scattino i sigilli all’ex hotel “Liridi” di piazza D’Azeglio. La proprietà dovrà dimostrare oggi alla polizia municipale di avere la certificazione dell’impiantistica a norma. Carte che, però, sono ancora nelle mani della vecchia proprietà con la quale è aperto un contenzioso legale. E chissà che non sia proprio nel nodo del passaggio di proprietà che vada inserita la mancata comunicazione agli attuali gestori della casa famiglia dell’esito delle ispezioni prima della Asl Versilia (verbale del 30 luglio 2015) e poi dei Nas arrivati da Livorno insieme ai carabinieri di Viareggio (stessa data). Gli avvocati dei gestori hanno presentato ricorso al Tar e depositato una memoria all’attenzione dell’amministrazione comunale che ha firmato l’ordinanza di sgombero. Ordinanza che conferma la particolarità della struttura, là dove si dà atto che «all’interno della struttura venivano identificati dal personale medico della Asl alcuni soggetti con evidenti affezioni di carattere psichiatrico ed altri dichiarati non autosufficienti e, pertanto, bisognosi di assistenza da parte dei servizi sociali». Cosa è accaduto dopo il verbale Asl è la stessa ordinanza del sindaco a raccontarlo: «Il 7 agosto l’ufficio dei servizi sociali del Comune comunica di essersi attivato per i casi di propria competenza». Tanto che una persona (donna, novant’anni) «è stata trasferita al Ferrhotel». Struttura dove - ricordano gli ospiti dell’ex hotel “Liridi” - non c’è neppure la cucina. «Altri due utenti - è ancora l’ordinanza a metterlo nero su bianco - hanno rifiutato analoghi interventi personalizzati predisposti in loro favore». Cosa che i residenti nella struttura dichiarano da giorni: «Da lì non ce ne andiamo».

Del caso si è interessata anche Isaliana Lazzerini, ex assessore al sociale (ora la delega è affidata a Sandra Mei) che si chiede: «Ma tra i sopralluoghi, doverosi sempre, e l’ordinanza come mai non è stato prescritto alla proprietà il consueto tempo necessario a mettersi in regola?».

Donatella Francesconi

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