Gioco
Anche i carristi nel mirino del commissario Pozzoli
C’è chi non ha fatto abbastanza per lo spettacolo ma anche chi non ha lavorato per la promozione come dimostrano i pochissimi biglietti venduti in prevendita
VIAREGGIO. Che cosa rimarrà di questo primo Carnevale estivo a Città Giardino, a detta di molti carnevalari l’unico passo falso della gestione di Stefano Pozzoli? Il giorno dopo la sfilata conclusiva il contabile fiorentino chiamato dalla Regione a rimettere in sesto i conti della Fondazione prova ad analizzare ciò che non ha funzionato.
Il Carnevale estivo è stato al di sotto delle vostre aspettative: perché?
«Abbiamo sbagliato le date: avevo scelto Ferragosto sia perché è il periodo di massima affluenza di turisti sia perché non saremmo entrati in conflitto con altri grandi eventi. E invece no: sono state le feste nei singoli bagni a portarci via una buona fetta di potenziali spettatori paganti. Dato che è un periodo di alta stagione, i balneari si sono dedicati a promuovere la loro attività piuttosto che il Carnevale estivo».
Nonostante il biglietto a prezzi scontati per i clienti di bagni e alberghi…
«Ne abbiamo venduti poco più di un centinaio, un numero irrisorio se penso a tutti gli stabilimenti di Viareggio e Lido. Mi è dispiaciuto venire a sapere di certi clienti che non sapevano dell’agevolazione».
Mancanza di adeguata comunicazione da parte vostra?
«Non direi: con i balneari c’era stata una riunione a seguito della quale ci siamo prodigati con email, telefonate e invio di locandine e materiale promozionale».
E le altre categorie?
«Potrei fare lo stesso ragionamento per gli albergatori: c’è chi si è dato da fare e chi, invece, non ha promosso la manifestazione».
Cos’altro l’ha delusa?
«Sinceramente? Mi aspettavo una partecipazione diversa da parte della città, anche alla luce degli oltre 22mila biglietti cumulativi venduti lo scorso inverno. Ne avevo ipotizzati 5mila per il Carnevale estivo. Ma da 5mila a zero…».
Come «zero»? «La prevendita è stata praticamente nulla. Ma non posso incolpare i viareggini: devo rimproverare me stesso per non aver saputo coinvolgerli sufficientemente».
Colpa del biglietto?
«Chiariamoci una volta per tutte: una fondazione non organizza manifestazioni gratuite. Solo un’amministrazione comunale può permetterselo».
Col senno di poi ridurrebbe almeno il prezzo?
«Non è una di quelle cose che andrei a toccare. Tutti si sono focalizzati sui 12 euro del biglietto ordinario, ma vorrei ricordare poteva essere acquistato in prevendita a 10. Il cumulativo poi costava 15, vale a dire 5 euro a corso: se pensiamo che in un locale ti metti a sedere, ordini una birra e ne paghi quattro…».
E il circuito?
«Mi è piaciuto, soprattutto per l’atmosfera notturna e la prossimità del mare. E poi non ci sono stati intoppi alle sfilate. Non male per essere l’anno zero».
Soddisfatto dello spettacolo dei carri?
«In parte: alcuni costruttori si sono davvero impegnati, altri hanno offerto una qualità scadente. Anche questo sarà un argomento di discussione».
Secondo lei il Carnevale estivo ha un futuro?
«Tutto sta nel riuscire a comprimere gli elevati costi di organizzazione, alcuni dei quali - vedi occupazione del suolo pubblico e pulizia straordinaria delle strade - non dipendono nemmeno da noi. Ma è ovvio che la Fondazione non può rischiare di ripetere un’altra volta un risultato del genere». (s.p.)
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