Il dolore
Ferragosto-caos sulla spiaggia libera una rissa e un ferito
E mentre al pontile di Tonfano spuntano due guardie giurate a presidiare la zona, a Motrone non ci sono controlli
PIETRASANTA. C’è chi accende il falò, chi si accampa con la sua tendina vista mare, chi beve fino a ubriacarsi da non poterne più, chi ancora se la prende con i cartelli devastandoli e chi, “genio totale”, sparge pezzi di vetro nella sabbia con l’idea di fare del male a qualcuno. Fra l'altro riuscendoci, alla fine. Benvenuti alla spiaggia libera di Motrone, il giorno dopo la mattanza di Ferragosto: un immondezzaio a cielo aperto dopo gli eccessi di una notte, quella del 15 consumata fra feste, ubriacature, vandalismi, sporcizia e cestini per i rifiuti lasciati volutamente semi-vuoti. Più facile, evidentemente, abbandonare bottiglie, cartacce, bicchieri, accendini, scatole, sacchetti, pannolini, legna bruciata, indumenti e quant’altro per terra, scavare buche per fare i fuochi.
Più facile perché la spiaggia libera di Motrone, la sera è terra di nessuno e quando arriva Ferragosto – ogni anno è la solita storia – da terra di nessuno si trasforma in terra di mezzo dove tutto ed il suo contrario sembra possibile. E quindi ecco due gruppi di ubriachi, che brandendo bottiglie, si inseguono fra le dune dalle parti del lungomare, «facevano paura solo a vederli, erano in uno stato pietoso. Cinque o sei persone – racconta una ragazza reduce dalla notte ferragostana - completamente fuori controllo. Ci siamo allontanate, non so come sia finita. Età? 20 anni, non di più e tutti italiani. Del resto su spiaggia ieri sera la stragrande maggioranza - diverse centinaia i presenti - erano proprio italiani, per quanto ho visto».
Italiana – di Savona - è anche la famiglia – babbo, mamma, due figli – che ieri mattina si è recata a Motrone al primo barlume di sole salvo fare immediatamente marcia indietro: il babbo, infatti, si era ferito sotto un piede. «Hanno conficcato diversi pezzi di vetro nella sabbia. Incoscienti e bastardi. Abbiamo rimosso questa roba e adesso ce ne andiamo. La Versilia è un capitolo chiuso per noi: se non siete in grado di gestire una spiaggia libera, non siete neppure in grado di fare turismo» dice la moglie, furente, dalle parti del parcheggio.
Già, ma chi gestisce la spiaggia libera di Motrone? Il Comune l’ha affidata al Consorzio balneari di Marina di Pietrasanta che, a sua volta, l’ha affidata in gestione ai concessionari del vicino stabilimento balneare Nautilus. Per quanto ne sappiamo sono due i bagnini chiamati a sorvegliare e a pulire un fronte di spiaggia particolarmente esteso: e i bagnini fanno quello che possono e anche di più cercando di farsi ascoltare dagli utenti, ma poi al mattino è di nuovo tempo di degrado e sporcizia. Perché contro il mucchio selvaggio che ostenta maleducazione, arroganza e cattiveria puoi fare ben poco.
Certo una soluzione si impone se il tema è il mancato controllo notturno: l’amministrazione comunale, al pontile di Tonfano, per impedire i bivacchi nella sede sottostante ha prima posizionato una rete di 90 metri complessivi poi, da due giorni, fa presidiare la zona da due guardie giurate. E la domanda, di conseguenza, è d’obbligo: ma perché al pontile si trovano i soldi per monitorare l'area ed impedire la sosta e alla spiaggia libera non si riesce a controllare quel tratto di arenile neppure la notte di Ferragosto quando i divieti vengono sistematicamente ignorati? Urge una riflessione. E qualche risposta.
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