Italia
Villa Siemens rievoca il Forte tanto amato dai tedeschi
Nella prima metà del Novecento la città era frequentata anche da Thomas Mann e altri tedeschi che scendevano dalla Germania: negli anni Trenta tutto cambiò
CORRADO BENZIO. C’è una pompa in giardino con data e nome del produttore: Siemens 1900. C’è ancora oggi a raccontare non tanto la storia di questa villa sul lungomare all’altezza di Roma Imperiale. Quella pompa ricorda come ad inizio secolo e fino agli anni Trenta la colonia tedesca al Forte aveva i connotati di una grande presenza. Sia economica che artistica.
Non si può dimenticare il pittore Alfredo Bocklin, autore di quell’Isola dei Morti, dipinto inquietante già di suo, è poi ancora più tetro se si pensa che era il dipinto preferito da Adolf Hitler. Dell’Isola dei Morti – forse ispirato al cimitero degli Inglesi di Firenze – Bocklin fece varie versioni. Una era di proprietà dello stesso Fuhrer alla Cancelleria a Berlino.
Ma a Forte dei Marmi venne soprattutto in vacanza Thomas Mann, uno dei grandi scrittori del Novecento. La storia dell’autore dei Buddenbrock a Forte è legata anche ad un brutto episodio, quando vennero cacciati dal Grand Hotel perché la figlia aveva i postumi di una tosse fastidiosa.
Soprattutto Thomas Mann a Forte ambienta il celebre «Mario e il Mago», apologo terribile del fascismo che stava trionfando in Italia e che stava appoggiando in Germania il nascente nazismo.
E poi c’erano gli industriali come i Siemens che ad inizio secolo (la villa è datata fra il 1899 e il1900) si fece costruire questa dimora dai lineamenti semplici. Anche questa come altre ville dell’epoca e dopo erano ispirate alle dimore patrizie che si trovavano nella campagna toscana, ma soprattutto laziale.
Si chiamava Villa Apuana e alle spalle aveva la tenuta Apuana. C’era la pineta e poi c’erano i campi, dove si coltivavano i cereali.
Della tenuta faceva parte anche quella che era la Fattoria Apuana ed oggi è Villa Santa Maria. Oggi è la residenza al mare di Massimo Moratti e della sua famiglia.
I Siemens tennero la villa per tanti anni, maturando anche un sogno. Volevano fare della loro villa con tenuta alle spalle una specie di villaggio di vacanza di lusso.
L’operazione non andò a buon porto. La speculazione su quella parte di pineta che si trovava a ridosso della tenuta dei Digerini Nuti (per intendersi la Versiliana) venna portata a termine con capitali fiorentini e romani. Nacque – siamo negli anni Trenta – la città-giardino di Roma Imperiale. Un nome che diceva un po’ tutto del clima fortemarmino (non a caso l’altra frazione, chiamiamola così, fu Vittoria Apuana).
I Siemens lasciarono Forte ma l’eredità della villa è un bellissimo lasciato. Villa Apuana o Siemens per bellezza è superiore anche a Villa Costanza, già Agnelli, oggi Hotel Augustus Lido.
Nel Dopoguerra veniva affittata dal regista Valerio Zurlini. Era riminese di nascita, come Federico Fellini, ma amava la Versilia. Che peraltro negli anni Sessanta pullulava di artisti.Sophia Loren e Carlo Ponti frequentavano Capannina e Maitò. Sempre in Capannina arrivava Renato Salvatori, l’idolo locale, accompagnato da Annie Girardot, la sofisticata attrice francese che aveva scoperto sul set di Rocco e i suoi Fratelli. Eppoi c’era Stefania Sandrelli e quella Marisa Allasio che aveva sposata il conte Ascanio Calvi di Bergolo, famiglia piemontese vicina a casa Savoia.
Zurlini aveva girato il Deserto dei Tartari, ma soprattutto aveva firmato «La prima notte di quiete», un capolavoro ambientato nella Rimini d’inverno con protagonista assoluto Alain Delon.
Dopo Zurlini la villa venne concupita anche da un famoso direttore di giornali, ma non se ne fece di nulla.
Ma tornò ad essere protagonista del mondo del cinema. Accadde nel 1973 quando Salvatore Samperi, altro regista che passava le vacanze in Verslia, scelse Forte dei Marmi per girarci Peccato Veniale. Era di fatto il sequel di quel film di culto che fu Malizia. Protagonista era sempre la conturbante Laura Antonelli e con lei c’era Alessandro Momo. Una storia pruriginosa con la storia d’amore fra la bellona e il cognatino. Le location dei set, oltre a Villa Siemens furono il bagno Piero e naturalmente la Capannina. Per caprici Samperi, 10 anni prima aveva dato il la alla stagione dei Sapori di mare (e anche dei Sapore di te) che hanno spopolato nei cinema di mezza Italia.
Oggi, anni Duemila, la villa appartiene ad un importante imprenditore del Valdarno, che ha però deciso di metterla in vendita. Cifre molte alte, da russi. Ma se passasse a qualche amico di Putin sarebbe la normale (e forse giusta) parabola di una dimora che ha in tanti modi fatta la storia di Forte dei Marmi.
Per questo abbiamo voluto fotografarla con le cabine dei bagni in primo piano. Se guardate Peccato Veniale, vedete che in 40 anni e più a Forte gli scorci più belli non sono cambiati.
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