Gioco
Pietrasanta come Forte: installata la rete anti-bivacco sotto il pontile
Il sindaco: «È una misura purtroppo necessaria per tutelare il decoro della nostra spiaggia». Tra i bagnanti c’è chi plaude e chi contesta l’iniziativa. I balneari: «Andava messa prima»
PIETRASANTA. La rete anti-intrusione, la rete anti-degrado, la rete anti-extracomunitario, la rete anti-bivacco. La rete anti-tanto altro ancora. Una rete, soprattutto, che divide, quella che l’amministrazione Mallegni ha posizionato, ieri mattina, al pontile di Tonfano dove fino al 30 settembre non sarà più possibile sostare. Lunga 90 metri – 45 metri per lato - e alta 2 fa il paio con quella che staziona, da qualche giorno, dalle parti del pontile fortemarmino. Per la cronaca, sempre nella giornata di ieri, la pancia restante del pontile, non ancora blindata era sovraffollata come al solito: tutti – e per tutti intendiamo coppie, ragazzini, famiglie italiane e ancora gruppi di senegalesi – all’ombra nella porzione di sabbia per riposarsi, mangiare, fuggire dal sole o prepararsi al bagno in mare.
Mallegni. «È una misura – spiega il sindaco Massimo Mallegni – purtroppo necessaria per tutelare il decoro della nostra spiaggia. Pietrasanta vive di turismo e pertanto è doveroso impedire qualsiasi forma di attività che produce degrado e danno all’immagine. Il pontile non è un luogo dove allestire mercatini abusivi, accampamento o toilette. Ogni mattina il tratto della spiaggia interessato è pieno di ogni genere di rifiuto lasciato durante la notte. Dopo la sistemazione dei locali che oggi sono chiusi e che sono già stati oggetto in passato di atti vandalici e degrado, gli spazi saranno destinati a ospitare un’attività di presidio della Guardia Costiera, se sarà disponibile, e dell’associazione Amici del Pontile che contribuirà alla vigilanza».
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.11869235:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/08/01/news/torna-la-gabbia-anti-bivacchi-1.11869235]]Umori all’opposto. «Ben venga la rete, ma devono estenderla a tutta l’area del sotto pontile (in realtà è doveroso, per legge, lasciare una sede di libero passaggio, ndr): la Versilia è nel degrado assoluto, urgono misure idonee. E basta con il buonismo: questa gente qui – alza la voce Corrado di Piacenza indicando alcuni extracomunitari – si fa da mangiare dove non potrebbe, utilizza la spiaggia per fare bisogni all’aria aperta, vende merce irregolare, organizza mercatini abusivi e ha trasformato il pontile in un letamaio. A casa loro, devono andare. Italiani? Non ci sono italiani qui sotto il pontile, non dica scemenze anche lei». Saranno scemenze, ma gli italiani, così come un gruppo di tedeschi, ci sono eccome nella “zona proibita”. Magari in minoranza, ma ci sono e mangiano, bevono e si riposano come tutti gli altri. «La rete è una stupidaggine: non serve a niente se non a rendere ancora più teso il clima intorno all’immigrazione. Negare un po’ d’ombra a chi, per ore, cammina sotto il sole mi sembra disumano. E poi i veri problemi sono altri, nel nostro Paese. E comunque – fa sapere Claudio, di Prato – vengo a Tonfano da tempo e quando non vado alla spiaggia libera con la mia ragazza ci fermiamo qui, nel sotto-pontile. Hanno messo la rete? È uguale, ci spostiamo di una decina di metri. Cercando di non creare problemi a nessuno, è ovvio».
Dibril. Un ragazzo senegalese, con la maglia della Nazionale tedesca di calcio, è sdraiato a fianco di un pilone del pontile. Parla un ottimo italiano, si chiama Dibril. «Sì, ho visto la rete: mi sembra esagerato. Ma noi qui sotto ci fermiamo per riposarci, per stare un po’ al fresco. È dura camminare per ore sotto il sole. Qualcuno prepara da mangiare. Ogni tanto vengono i vigili e allora scappiamo: però c’è chi ci dà una mano. Alcuni bagnini, ad esempio, ci fanno sedere ai loro ombrelloni, si beve insieme. Sono da diversi anni in Italia, la vita non è semplice e allora ti devi arrangiare con la vendita abusiva. Non è bello, ma funziona così. Anche per voi italiani non è facile. Razzismo? Talvolta è capitato, ma anche nel mio Senegal ci sono razzisti. E comunque non ho mai avuto particolari problemi».
Balneari. «La rete al pontile andava messa già tanto tempo fa – rilancia Francesco Verona, presidente del Consorzio balneari di Marina - certo, non è una soluzione bellissima. L’obiettivo deve essere quello di qualificare l’area del sotto-pontile trasformandola in sede per le associazioni».
Lombardi. «La rete anti-bivacco al pontile di Tonfano non serve a niente. E il sindaco Mallegni non racconti bugie sull'argomento solo per il piacere di deridere il sottoscritto». Sono parole dure quelle che arrivano da Domenico Lombardi, primo cittadino di Pietrasanta fino al giugno scorso, a margine della querelle-pontile. «Mallegni dice che farà mettere un cartello con su scritto che la rete posizionata a Tonfano, per impedire la sosta e il bivacco, è stata donata da Lombardi? Se è una battuta, poteva fare meglio, se non lo è, racconta balle perché la rete che ho comprato un anno fa, pagandola 400 euro, si trova a casa mia e la uso per raccoglierci le olive. La verità è che, d'intesa con i balneari, la scorsa estate, decidemmo di fare ricorso alla rete al pontile, la comprammo, ma poi, visto che si era innescato un clima xenofobo sulla questione, per una conseguente deriva inaccettabile, decidemmo per altre procedure e visto ancora che l'acquisto, oramai, era stato fatto, saldai il debito di tasca mia per non incidere sui costi comunali. Portandomi la rete a casa. Detto questo - chiosa Lombardi - il sindaco fa propaganda: utilizzare la rete a Ferragosto non serve a niente, come niente fermerà la sosta delle persone, se non una riqualificazione, come da noi progettato, della sede sottostante il pontile».
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