Sicurezza
Cinghiali, guai anche in Versilia
Dati: «A Massarosa mettono a rischio la circolazione dei treni»
MASSAROSA. È un grido di allarme quello di Sisto Dati, vice presidente nazionale di Libera Caccia e amministratore di Massarosa, sulla dilagante presenza di cinghiali a ridosso dei centri abitati anche in Versilia. Dopo i tragici fatti di Cefalù con l’uccisione di un uomo a causa di un cinghiale, Dati vuole sollecitare a livello nazionale e locale una riflessione sui provvedimenti necessari.
«Anche in Toscana, la mia terra, conosciamo bene l'emergenza ungulati che è presente ormai da alcuni anni, tanto da far registrare incidenti mortali o con feriti gravi e perfino una tragedia sfiorata con un treno che, nel mio Comune di Massarosa, ha travolto sui binari un branco di cinghiali con il rischio di deragliare» racconta Dati.
«Le istituzioni preposte (Provincia e Regione) non prendono provvedimenti incisivi per risolvere il problema - continua - Da “cacciatore Doc” del cinghiale mi sento di poter fare delle proposte per la soluzione del problema. Il modello attualmente in vigore in Toscana non è più al passo coi tempi. Dati critica fortemente i vincoli imposti da Ispra, ente di cui «da molti anni chiediamo la chiusura» e al contempo «la creazione di centri di studio regionali che possano rispondere in tempi brevi e con conoscenza approfondita del territorio, alle richieste di intervento straordinarie. Se in una data area molto circoscritta si presenta un allarme cinghiali o altri ungulati, noi proponiamo che sia il Sindaco che la Provincia, la Regione o l'ATC possano intervenire nel giro di 24 ore con l'umica modalità che da sempre offre i maggiori risultati in termini di abbattimento: la caccia in battuta al cinghiale».
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