Il Tirreno

Versilia

Abbonamenti Mover: solo quelli fatti on line evitano la multa

di Donatella Francesconi
Abbonamenti Mover: solo quelli fatti on line evitano la multa

Brutte sorprese per i clienti degli hotel che parcheggiano sul viale a mare lato Passeggiata se l’albergatore non segue questa procedura

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VIAREGGIO. L’ultima delle multe Mover che hanno fatto infuriare turisti ed albergatori è finita sul parabrezza dell’auto di un avvocato di Cremona, in vacanza a Viareggio in questi giorni. Il ricorso è certo: così abbiamo voluto capire cosa sta accadendo sul “pianeta sosta”. In Passeggiata, lato mare, non si può parcheggiare con i normali abbonamenti, quelli che si acquistano agli sportelli Mover o dal tabaccaio. Il cartello con la grossa “P” blu indica che lato Passeggiata, lungo il viale a Mare, si può lasciare l’auto negli stalli blu solo pagando al parchimetro, od utilizzando un biglietto “gratta e sosta”, oppure - ultima possibilità - se si è in possesso di «un abbonamento on line e/o hotel». Dicitura non chiarissima della quale si capisce almeno una cosa: l’abbonamento è valido se a rilasciarlo è l’albergo, pare di capire attraverso la procedura on line. Che potrebbe essere attivata al momento della prenotazione delle camere, per esempio, così da consegnarlo al cliente all’arrivo.

Mover potrebbe anche dotare le rivendite dei ticket di sosta degli opuscoli informativi su come è regolamentata la sosta in città. Perché le multe, o peggio ancora le auto rimosse di forza, non sono certo il miglior servizio che si possa fare a chi ancora sceglie di trascorrere un periodo di vacanza nella pur “sgarrupata” Viareggio. A meno che non si scelga di fare cassa “giocando” proprio sulla confusione o sulla scarsità di informazioni. D’altra parte è cosa nota che il contratto tra Comune e socio di Mover (l'impresa Del Pistoia Scrl) assicura al privato che «il Comune si impegna a definire le tariffe per la sosta in modo da garantire comunque un gettito annuale a favore della società non inferiore a quello indicato nell’ultimo bilancio consuntivo (2010), approvato prima dell’indizione della gara di individuazione del socio privato». Ossia 4.800.000 euro. Se si scende sotto questa cifra, l’Ente pubblico - per non essere inadempiente - deve aumentare la tariffa. Con buona pace di quelle categorie che ancora credono alle favole.

Un contratto, quello con Mover, strutturato così a favore del socio privato che Stefano Pozzoli - incaricato dal commissario prefettizio Domenico Mannino di una relazione sulle società partecipate - ha scritto che la privatizzazione è stato lo strumento con il quale il Comune «ha affidato ad un privato la sostanziale gestione della società, assicurandogli un fatturato certo che, ove non fosse raggiunto, comporta l’intervento del Comune per rimediarvi. Al di fuori di un minimo rischio di impresa». Una considerazione ribadita dall’ispezione del Mef. Nonostante tutto, il gip del Tribunale di Lucca ha ritenuto di fermare, anche su questo, le indagini dei carabinieri. La privatizzazione - scrive il Gip - nasceva dall’esigenza di rispettare la normativa vigente e, dunque, nessuno si faccia i fatti di Mover.

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