Il Tirreno

Versilia

L’ultimo desiderio era avere un figlio

di Tiziano Baldi Galleni
L’ultimo desiderio era avere un figlio

Lo ha svelato il fratello Fabio prendendo la parola di fronte alla salma di Andrea Tonacci, morto in un incidente in scooter

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SERAVEZZA. C’era un bel pezzo della Versilia a dare l’ultimo saluto all’ingegnere generoso, Andrea Tonacci. Sia fuori che dentro il Duomo di S. Lorenzo e Barbara di Seravezza. Forse era destino che a proteggere Andrea, sarebbe stato lo stesso santo che veniva festeggiato nel giorno della sua morte, avvenuta lunedì su via Federigi a Querceta, quando una Range Rover si è scontrata con Andrea, che era in sella al suo scooter.

Andrea Tonacci, 45 anni di Querceta, ingegnere civile nello studio associato con i colleghi Michele Silicani (ex sindaco di Stazzema) e la moglie di Silicani Martina Casotti, era molto conosciuto in Versilia. Per il suo lavoro, ma anche per la sua storia. Al funerale di ieri c’erano gli amici di Forte dei Marmi, conosciuti durante gli anni di liceo scientifico, e quelli di Seravezza, di dove la famiglia era originaria. Il primo pensiero del parroco don Hermes, che ha celebrato la messa, è andato al babbo e alla mamma.

«Per i genitori sopravvivere ai figli è qualcosa di particolarmente straziante che contraddice la natura stessa elementare dei rapporti che danno senso alla famiglia stessa». Così si è espresso don Hermes, citando Papa Francesco, per provare a interpretare il dolore di Mario Tonacci e Maria Giulia Tarabella. A sostenere la famiglia Tonacci c’era anche tutta l’amministrazione di Seravezza, con il sindaco Ettore Neri. Mario è consigliere comunale da due legislature.

Era un professionista serio e con tante aspettative, tra cui quella di avere un figlio. Da poco era andato a convivere con Laura in via Salvatori. La sera di lunedì, quando è avvenuto l’incidente, Andrea era diretto a giocare a calcetto con gli amici. «La vita è come un soffio – ha detto Hermes – ma bisogna avere la forza per viverla di fronte alla realtà del mondo. E Mario e Maria Giulia hanno avuto uno stile caratteristico, hanno sempre accolto tutti, in queste ore, salutando con un sorriso. Perché nonostante ciò sono due persone che hanno grande capacità d’amore».

Il momento più commovente è stato quando, davanti alla folla provata, ha avuto la forza di prendere la parola Fabio Tonacci, il fratello di Andrea, a lungo cronista del Tirreno, oggi giornalista a Repubblica.

«Lo conoscevate tutti mio fratello – ha detto Fabio con le lacrime agli occhi – era buono, onesto, bello, e semplice. E io ero orgoglioso e fiero di avere un fratello così».

Fabio ha ricordato di quando erano bambini, e Andrea da fratello maggiore lo proteggeva e lo incoraggiava. Fin da quando Andrea sdrammatizzava, prima di addormentarsi insieme a lui, sulla paura del buio. «Pochi giorni fa non ho creduto alle sue parole: a differenza di sempre, mi aveva confessato che avrebbe voluto avere un figlio» ha raccontato Fabio che tratteneva a stento dolore e anche rabbia. Con sua figlia in braccio, quasi trovasse coraggio in lei. A ricordare la vita professionale di Andrea è stato il socio e amico Michele Silicani, ex sindaco di Stazzema, che ha raccontato della sua precisione, del suo impegno e la sua perseveranza in un lavoro che amava. E di una stanza – quella dell’ufficio di Andrea - che già martedì era vuota, troppo vuota.

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