Sicurezza
La Viareggio Patrimonio è arrivata al capolinea
I revisori dei conti della società pubblica: non ci sono le condizioni per continuare Ventotto milioni di tributi utilizzati per debiti e spesa ordinaria della società
VIAREGGIO. La Viareggio Patrimonio ha pagato, con i ventotto milioni di tributi non riversati al Comune, il proprio funzionamento ed i propri debiti. Ad oggi non è in grado di restituire la cifra. E d inoltre «non presenta le condizioni per la continuazione dell’attività». Signori, si scende scrivono, insomma, i revisori della stessa società. Che hanno avviato e concluso una ricognizione di come sono state utilizzate le somme in questione: per il biennio 2012-2013, essendo impossibile andare ulteriormente indietro nel tempo con le forze disponibili.
Il mancato riversamento dei quasi 28.000.000 di euro che la Viareggio Patrimonio deve al Comune, scrivono i revisori della società pubblica, «dipende dai fabbisogni finanziari della società per la quale il corrispettivo del contratto di servizio è stato storicamente inidoneo a generare flussi insufficienti». La società - scrivono i revisori dei conti - «ha utilizzato parte degli incassi che dovevano essere riversati al Comune per fare fronte ai propri impegni correnti di spesa relativi al pagamento di debiti afferenti alla gestione ordinaria della società». Insomma, i tributi pagati dai viareggini non sono mai arrivati, per ventotto milioni, nelle casse dell'Ente pubblico perché altrimenti la Viareggio Patrimonio, "regina" della galassia-partecipate che ha fatto da zavorra alle finanze pubbliche, non avrebbe avuto di che funzionare e pagare i propri debiti.
La relazione punta il dito sulla «mancata corresponsione (da parte del Comune, ndr) delle somme relative ai contratti che ha generato uno stato di assoluta illiquidità da parte della società». Situazione che «genera squilibri nella gestione, nell'erogazione dei servizi ed espone la società a danno notevoli sia sotto il profilo patrimoniale che reputazionale». E ha indotto la Viareggio Patrimonio a ricorrere all'erogazione di linee di credito a breve termine: nel 2011 (Giunta Lunardini), unico degli esercizi dal 2010 al 2013 che non ha un valore negativo dei flussi di cassa.
A fine dicembre 2014 Collegio dei revisori della Patrimonio e amministratore unico della società (era Gianluca Ruglioni) hanno espresso «preoccupazione», scrivendo all'allora commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, per la cifra di 5.564.000 euro stanziata come contratto di servizio per il 2014 e ritenuta «non compatibile con le condizioni di equilibrio economico e finanziario della società». Al punto da generare «una perdita anche nell'esercizio 2015». Al commissario Romeo - e la situazione non appare ad oggi mutata - la Viareggio Patrimonio ha anche detto chiaramente che «stanti le condizioni attuali, le possibilità di rimborsare i 28 milioni non siano ipotizzabili. A meno che non lo si intenda fare a mezzo di restituzione di conferimenti in beni che il Comune riterrà più opportuno tornare a gestire in proprio". Insomma, come si dice, "in natura"…
Oggi il destino della Viareggio Patrimonio così descritta è nella mani di Marco Marchi, il liquidatore scelto dal sindaco Del Ghingaro con l’incarico di valutare anche la possibilità di far fallire la società. Che, interamente “in house” al massimo potrebbe andare in liquidazione giudiziale. Scelte sulle quali grava quanto i revisori della Patrimonio scrivono: «Il Collegio si permette di fare presente che squilibri nell’ambito della Viareggio Patrimonio potrebbero generare ripercussioni importanti anche nel bilancio dell’Ente, soprattutto nel caso in cui le condizioni di gestioni imponessero provvedimenti di liquidazione».
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