Il Tirreno

Versilia

L'addio di Seravezza all'ingegnere gentile

Tiziano Baldi Galleni
I funerali di Andrea Tonacci
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I funerali di Andrea Tonacci

Grandissima partecipazione al funerale di Andrea Tonacci, morto nello scontro con un suv su via Federigi. Il fratello: "voleva avere un figlio"

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SERAVEZZA. C'era un bel pezzo della Versilia a dare l’ultimo saluto all’ingegnere generoso, Andrea Tonacci. Sia fuori che dentro il Duomo dei santi Lorenzo e Barbara di Seravezza.

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Forse era destino che a proteggere Andrea, adesso che è in cielo, sarebbe stato lo stesso santo che veniva festeggiato nel giorno della sua morte, avvenuta su via Federigi a Querceta, lunedì 10 agosto, quando un suv bianco ha tagliato la strada ad Andrea, che era in sella al suo scooter, spezzandogli una vita felice e il sogno di avere un figlio con Laura.

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Andrea Tonacci, 45 anni di Querceta, professione ingegnere civile nell’affermato studio associato cittadino accanto ai colleghi Michele Silicani (ex sindaco di Stazzema) e la moglie di Silicani Martina Casotti, era molto conosciuto in Versilia. Per il suo lavoro, ma anche per la sua storia.

Al funerale di ieri c’erano gli amici di Forte dei Marmi, conosciuti durante gli anni di liceo scientifico, e quelli di Seravezza, di dove la famiglia era originaria. Il primo pensiero del parroco Don Hermes, che ha celebrato la messa, è andato ai genitori. “Per i genitori sopravvivere ai propri figli è qualcosa di particolarmente straziante che contraddice la natura stessa elementare dei rapporti che danno senso alla famiglia stessa” ha detto il parroco Don Hermes, citando Papa Francesco, per provare a interpretare il dolore di Mario Tonacci e Maria Giulia Tarabella.

A sostenere la famiglia Tonacci c’era anche tutta l’amministrazione di Seravezza, compreso il sindaco Ettore Neri. Mario è consigliere comunale dell’amministrazione Neri ormai da 10 anni. “La vita è come un soffio – ha detto Hermes – ma bisogna avere la forza di viverla di fronte alla realtà del mondo. E Mario e Maria Giuia hanno avuto uno stile caratteristico, hanno sempre accolto tutti, in queste ore, salutando tutti con un sorriso. Perché nonostante ciò sono due persone che hanno una grande capacità d’amore”.

Il momento più commovente è stato quando, davanti alla folla provata, ha avuto la forza di prendere la parola Fabio Tonacci, il fratello di Andrea, giornalista de La Repubblica. “Lo conoscevate tutti mio fratello – ha detto Fabio con le lacrime agli occhi – era buono, onesto, bello e semplice. E io ero orgoglioso e fiero di avere un fratello così”. Fabio ha raccontato di quando erano bambini, e Andrea da fratello maggiore lo proteggeva e lo incoraggiava. Fin da quando Andrea sdrammatizzava, prima di addormentarsi insieme a lui, sulla paura del buio. “Pochi giorni fa non ho creduto alle sue parole: a differenza di sempre, mi aveva confessato che avrebbe voluto avere un figlio”: un sogno che non ha avuto il tempo di realizzare.

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