La manifestazione
Il padrone del lago nobile e industriale
La storia dei Ginori Lisci e della Piaggetta a Massaciuccoli
CORRADO BENZIO. Anche Puccini anelava ad avere casa sulla sponda del lago che guarda a Massarosa. Se il Maestro avesse preferito Massaciuccoli ed i dintorni molto sarebbe cambiato, almeno nella storia di Torre del Lago. Del resto già possedeva casa a Chiatri, sopra Quiesa dove arrivava a dorso di mulo. Poi optò per la sponda che dava al mare.
Chi invece scelse senza indugi la sponda che guardava a Lucca fu il marchese Carlo Benedetto Ginori Lisci, nobile casa fiorentina.
Fu lui che nel 1887 acquistò un immobile in località La Piaggetta e lo fece trasformare in questa villa che rientrava nello stile neogotico, così di moda in Italia dopo l’Unità. Il marchese Ginori-Lisci era uomo di politica, non solo grande proprietario terriero.
Nato nel 1851 fu prima deputato alla Camera – dal 1882 al 1897 – e poi senatore del Regno dal 1901 al 1905, anno della sua immatura scomparsa.
I Ginori hanno un merito storico in Toscana. Fu Carlo Lorenzo Ginori Lisci, antenato del Nostro, che nella sua villa di Doccia, a Sesto Fiorentino, dette vita nel 1735 alla fabbrica di porcellana che divenne celebre con il suo nome.
Toccò poi proprio a Carlo Benedetto nel 1896 fondere l’azienda di famiglia con la milanese Richard, dando vita ad un marchio storico dell’industria italiana, la Società Ceramica Richard-Ginori. Un marchio di grande qualità che dopo le note vicissitudini finanziare è stato salvato dal gruppo del lusso a cui fa capo anche la Gucci.
I Ginori-Lisci avevano tante proprietà sparse per la costa Toscana. Stupendo il castello di Querceto, a due passi dalla via Salaiola, quella che collega Cecina a Volterra. Ancora oggi è loro proprietà.
La villa in Versilia aveva anche lo scopo di controllare le attività del lago. Può sembrare incredibile ma il Massaciuccoli era proprietà privata dei marchesi (e lo resterà anche per parte del Novecento). Questo fu uno dei motivi per cui Giacomo Puccini entrò in contatto con Carlo Benedetto. Per chiedergli il permesso di andare a caccia nel lago. Un diritto che il marchese concesse gratis al Maestro che stava affermandosi in tutto in mondo con la sua musica. E del resto Puccini quando scoprì Torre del L;ago – era il 1891 – decise di affittare due stanze nella casa del Barsuglia, uno dei guardiani del lago alle dipendenze dei Ginori Lisci.
Puccini arrivava alla Piaggetta in barchino. L’imbarcadero sotto la villa permetteva di salire direttamente in casa.
Ma non ci fu vera amicizia fra i due. «Soprattutto – scrive Edoardo Rescigno nel suo Dizionario Pucciniano pubblicato da Ricordi – per il riserbo aristocratico del marchese che non si accordava col temperamento del musicista».
Non si prendevano, insomma. Del resto Puccini aveva origini se non umili, modeste. Ben diverso l’albero genealogico dei Ginori.
In ogni caso il Maestro dedicò al marchese il 18 dicembre del 1895 la prima edizione dello spartito della Boheme. E per il varo del suo «steamer» (motoscafo) Urania (siamo nell’ottobre 1896) – leggiamo sempre da Rescigno, una miniera di notizie – compose la lirica «Avanti Urania!» dedicata alla moglie del marchese, Anna.
Bianca Maria era la figlia di Carlo e Anna. Era molto amica di casa Savoia, in particolare delle principesse e soprattutto di Jolanda. Amava la musica e suonava il pianoforte. Non poteva quindi non entrare in contatto con Puccini. Che infatti la conobbe e le scriveva spesso, raccontando la sua attività di musicista a giro per l’Europa.
Negli ultimi tempi le lettere assunsero però un connotato meno allegro, quasi nostalgico.Puccini ricordava soprattutto i bei giorni trascorsi sul lago, prima che l’apertura della torbiera non lo costringesse a lasciare Torre del Lago per la nuova villa al Marco Polo a Viareggio. Una vicenda che sembra uscita da un articolo di cronaca di oggi. Quanti turisti, villeggianti, amanti della Versilia, siamo riusciti a far scappare in questo secolo e più di turismo.
Quando risiedeva a Torre lui prendeva il barchino (a motore) per andare alla Piaggetta. Che era stata per secoli uno di porti – diciamo meglio: punti di scarico interni – della Repubblica. C’era un porto a Massarosa (esiste ancora via del Porto) e c’era un porto a Massaciuccoli. La merce scaricata dalle navi a Viareggio non poteva raggiungere Lucca via terra e allora veniva caricata su barchini più piccoli che viaggiavano lungo i canali per scaricare tutto a Massarosa o a Massaciuccoli. E da qui, su carretti o a dorso di mulo, superava le colline sulla strada che portava a Balbano, visto che la via del Quiesa era ancora da immaginare.
La storia del lago e del Padule sono strettamente legate alle vicende, durate almeno 4 secoli, della bonifica delle paludi e la scomparsa della malaria, portata dalla zanzara anofele. Solo nella metà del ’700 – quando Lucca stava declinando come Stato – grazie all’ingegnere idraulico bresciano Bernardino Zendrini, tutto il padule venne bonificato si iniziò anche a piantare i pini, abbattendo la vecchia macchia mediterranea.
Quando fu costruita la villa, per tutti poi la Piaggetta, questi problemi erano stata risolti. Non a caso poi toccherà agli Orlando farsi una villa sul lago e poi arriverà Puccini.
Oggi villa Ginori-Lisci è ancora lì, intatta. Con i suoi annessi agricoli e con lo splendido giardino di palme che dà sul lago. Ci si arriva con la strada aperta sulla penisola. Insomma la villa è luogo di rara suggestione non solo per la Versilia ma per tutta la costa toscana. Vissuta a lungo dagli eredi della casata fiorentina, oggi è stata trasformata in dimora storica, amatissima dagli stranieri che vi passano lunghi periodi.
Il tempo non l’ha se non sfiorata e neppure gli uomini l’hanno toccata. Questa è stata la sua grande fortuna.
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