Il Tirreno

Versilia

Aperta un’inchiesta L’Asl esamina la struttura

Aperta un’inchiesta L’Asl esamina la struttura

Il trono in polistirolo ha attutito la caduta da oltre due metri di altezza Il cedimento forse provocato dalla rottura di un morsetto della piattaforma

3 MINUTI DI LETTURA





TORRE DEL LAGO. Ieri pomeriggio sulle rive del lago di Puccini sono arrivati i tecnici del dipartimento di prevenzione dell’Asl. Inizialmente non allertato per l’incidente avvenuto durante la rappresentazione di venerdì sera di Turandot l’ufficio che si occupa degli infortuni sui luoghi di lavoro è poi entrato in azione per effettuare i propri rilievi, accanto a quegli realizzati nell’immediato dai vigili del fuoco, sulla piattaforma crollata durante l’ultima scena dell’opera provocando la frattura di una vertebra al tenore Marco Voleri che ci si trovava sopra.

I rilievi e l’inchiesta. Stando ai primi rilievi effettuati immediatamente dopo il crollo dai pompieri la piattaforma mobile - che fa parte del corredo scenico dell’allestimento di Turandot - sarebbe ceduta, precipitando per un metro e 90 per la rottura di un morsetto. Il cavo che consente il movimento verticale della piattaforma non sarebbe infatti lesionato. La rottura ha provocato l’improvvisa discesa della piattaforma sulla quale è montato il trono. La seduta è in parte realizzata con polistirolo, materiale che avrebbe attutito il violento colpo che ha provocato al frattura di una vertebra al tenore. L’intera struttura è stata come prassi posta sotto sequestro su disposizione della procura di Lucca che ora indagherà sull’accaduto anche grazie ai rilievi che saranno effettuati dall’Asl. Sotto il profilo giuridico il legale rappresentante è il presidente, Alberto Veronesi. E c’è poi la parte tecnica, con la società che si occupa della sicurezza del Festival la Bellandi e Petri.

Il presidente. Un Veronesi particolarmente provato per l’incidente. «Sono un amico personale di Marco da tanti anni, nel 2005 fui io a invitarlo da noi, sono al suo fianco in questo momento» le sue prime parole dopo la mattinata trascorsa in ospedale. Poi sugli aspetti legali Veronesi aggiunge: «Gli accertamenti sono in corso. Posso dire che sicuramente da un punto di vista morale è difficile poter dire che si abbiano delle responsabilità. Oggettivamente siamo arrivati che le scene erano montate e funzionanti, le prove erano in corso. Il responsabile della sicurezza del Festival sta portando avanti tutte le necessarie verifiche: gli impianti sono continuamente testati, non ci spieghiamo quanto accaduto. È la prima volta che si verifica un incidente del genere e oggettivamente come organo gestorio della manifestazione ci sentiamo vittima di questa situazione: sono tutti allestimenti che abbiamo ereditato all’interno di una macchina che funziona con responsabili nominati. A ciò aggiungo un’altra considerazione che ho avuto modo di fare anche in passato: ritengo e ho sempre ritenuto nell’esperienza di 15 anni di direzione artistica che sia fondamentale affidarsi per la produzione delle scene a laboratori di grande professionalità, serve una esperienza specifica per fare queste cose, non si possono fare gare per affidarne la realizzazione a chi cosa meno, bisogna agire con grande professionalità. (v.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini