Gioco
Tutte le cifre del concordato per la Viareggio Porto
Con la proposta sul tavolo del Tribunale creditori saldati quasi per intero Tempi lunghi per completare la vendita: se ne parla alla fine del 2016
VIAREGGIO. Pagamento integrale per i creditori privilegiati della Viareggio Porto: è il pezzo forte della proposta di concordato messa sul tavolo del Tribunale di Lucca dalla società “Beach Property Real Estate” con sede a Londra. Al netto degli oneri della procedura e delle spese giudiziarie, che si aggirerebbero intorno ad una cifra di poco superiore ai trecentomila euro, resta nel piatto la somma della quale ormai si parla da mesi: 4.820.796. Sufficiente a saldare i creditori privilegiati che dalla società oggi interamente pubblica devono avere in tutto oltre due milioni e mezzo.
Restano - queste le cifre che costituiscono il piano concordatario - poco più di due milioni di euro, destinati ai creditori chirografari. La cui soddisfazione risulterebbe essere intorno all’88%, fatti tutti i conti e calcolate le debite incognite oltre alle spese.
La proposta - messa insieme dalla società rappresentata in città da Salvatore Gandolfo e Jurgen Konig - contiene essenzialmente gli elementi economici per così dire di base. Riservandosi di aggiungere alle cifre anche un progetto, e presentare eventuali aggiunte con produzione di nuovi documenti, prima dell’adunanza dei creditori che il giudice Giacomo Lucente ha già fissato per il prossimo 29 ottobre.
Intanto, da qui a quella data, c’è un passaggio che rappresenta una novità nella vicenda devastante di una società pubblica che doveva “spaccare” il mondo portuale ed oggi invece si ritrova alla canna del gas: si farà una perizia per determinare il valore della Viareggio Porto. Incaricato è il commercialista di Lucca Riccardo Sarti.
Valutazione che non potrà prescindere da quanto indicato dalla documentazione portata in Tribunale: la concessione del Triangolino, parte integrante del valore della società, è ad oggi inutilizzata. Con la prospettiva di restare in queste condizioni ancora a lungo, essendovi sull’area un vincolo del ministero dell’ambiente, parte integrante del Piano regolatore portuale datato 2007. Vincolo legato alla presentazione del progetto del terzo lotto dell’asse di penetrazione. Che non è finanziato (l’impegno è della Regione) ed inoltre va a sbattere contro la vicenda del contenzioso Fervet che blocca la prosecuzione del secondo lotto e l’avvio del terzo.
In realtà, nell’ipotesi che ha avuto il via libera del Tribunale già si calcola che la società possa avere un valore minore, secondo i calcoli fatti applicando le ordinarie tecniche di estimo. Non si scenderebbe sotto i tre milioni, però, e si ridurrebbe al 50% la soddisfazione dei creditori chirografari. Ma è un’ipotesi in cui - come si dice - si starebbe comunque dentro.
Certo è che i tempi per uscire dal tunnel in cui la Viareggio Porto si è infilata non sono immediati: vendita ed incasso sono una procedura il cui termine viene stimato per la fine del 2016. Mentre il pagamento complessivo dei creditori chirografari è calcolato per la fine dell’anno successivo.
Certo, è probabile - come racconta l’intero porto - che alla proposta iniziale qui illustrata se ne aggiungano altre che si affronteranno tra loro al momento dell’evidenza pubblica. Se dovesse finire tutto con un buco nell’acqua, però, il destino della società sembra segnato: disgregazione del complesso aziendale e vendita, pezzo dopo pezzo, dei singoli beni. Con tutti gli effetti del caso sul ricavato e sul relativo pagamento dei creditori.
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