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Versilia

Troppi detriti sul Versilia Sos del comitato alluvionati

Troppi detriti sul Versilia Sos del comitato alluvionati

Nella zona di Pontearanci c’è un accumulo di sassi e legna che rischia di ostruire il deflusso del fiume in caso di forti piogge. «Bisogna intervenire al più presto»

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PIETRASANTA. C’è un’isola di detriti, legna, sassi e fanghiglia che rischia di rendere più difficoltoso il defluire del fiume Versilia in caso di forti piogge. Un accumulo di materiale, localizzato dalle parti di Pontearanci, che fa paura, e non solo a chi ha casa in zona, e che richiama a momenti terribili, come quelli del 19 giugno 1996 quando a soli 200 metri da questa stessa isola ci fu la rotta del fiume con l'acqua che inondò prima la zona di via San Bartolomeo per poi attraversare, furente e inarrestabile, tutta la piana.

«Il ricordo di quei giorni è sempre vivo: impossibile dimenticare: ecco perché oggi - dice il presidente del Comitato alluvionati Dino Viviani - lanciamo un nuovo allarme. Questa isola in mezzo al Versilia va rimossa: parliamo di un materiale consolidato che rappresenta un potenziale pericolo. Non facciamoci ingannare dal sole e dalla calura di queste ultime settimane: sono purtroppo i contesti ideali, in caso di forte maltempo, per innescare una nuova piena. Ed oggi il deflusso dell'acqua non può essere regolare proprio perché questo ingombro di detriti rappresenta un grave ostacolo. Chi di dovere venga a vedere e prenda le decisioni conseguenti».

Già, ma chi è l'ente competente? «Noi non ci capiamo più niente: il Consorzio di bonifica è demandato a rimuovere erbacce e quant'altro e alla fine, dopo mesi di attesa, qualcosa hanno ripulito. Per quanto riguarda il resto, mi riferisco alla manutenzione ordinaria e straordinaria, la competenza dovrebbe essere del Genio provinciale o regionale: ad ogni modo invitiamo il Comune a fare, con i propri tecnici, una verifica e a sollecitare un'immediata azione di monitoraggio da parte degli enti demandati. Non perdiamo altro tempo - aggiunge Viviani - la verità è che se il Governo mette a disposizione dei fondi e se ancora vengono realizzate opere importanti tutto si vanifica se appunto non c’è una corretta e continua manutenzione. Il nostro non è un allarmismo spicciolo, ma una razionale disanima di una situazione che è motivo di forte preoccupazione. Se l'acqua incontra ostacoli e arriva a ondate, si mettono a rischio gli argini: non serve essere dei tecnici preparati o degli esperti per arrivare a questa conclusione. Questo problema va risolto al più presto: dopo quanto è successo 19 anni fa è giusto e doveroso preoccuparsi e prevenire».

Luca Basile

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