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Versilia

Cuoppo napoletano o puccia pugliese? È il trionfo del cibo

Cuoppo napoletano o puccia pugliese? È il trionfo del cibo

In via Coppino apre un fast food di pollo fritto: l’insegna sembra statunitense ma la proprietà è orientale

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VERSILIA. Ormai siamo al mangiarsempre, a tutte le ore, in tutte le salse, in tutte le lingue, in tutte le religioni (nel senso che ci sono già i locali halal). La Versilia, Viareggio in primis – ma non solo – sta diventando un grande unico fast food. Una sorta di festa dell’Unità a livello versiliese.

Mille gli esempi. In via Coppino ha aperto Omc, che sta per Oh My Chicken. Pollo fritto a volontà, ma non fatevi ingannare dall’insegna americana, la proprietà è orientale, come il kebab poco lontano, sempre in via Coppino.

Un altro orientale aveva aperto un kebab in via Battisti, prontamente chiuso dai vigili perchè senza autorizzazione. In compenso un vecchio forno che era in via San Martino, si è tutto rinnovato per aprire nella stessa strada, ma in zona pedonale a fianco del bar Irene.

Ormai nessuno si sottrae alla necessità di dare da mangiare sul posto. Lievitamente – forno aperto pochi mesi in via Garibaldi – stupisce perché tiene aperto anche la domenica pomeriggio, quando i panifici quasi sempre osservano il turno di riposo.

Negli anni Ottanta Viareggio si riempì di pizzerie a taglio. Oggi in Versilia si viaggia sul fritto. Di ogni genere. E lasciando perdere il distretto del pesce che si è creato intorno alla passerella sul molo. A Lido di Camaiore, accanto alla Madia, tradizionale gatronomia, ha aperto una friggitoria lato Napoli, nel senso che presenta «o’ cuoppo,» ovvero il cartoccio a forma di cono dove normalmente nel Golfo mettono mozzarelline fritte, crocchette di patate, arancini di riso.

Nella pizzeria di via Coppino avevano lanciato la «puccia», il classico panino pugliese ripieno. Peccato che è durata pochi mesi una gestione che già si era succeduta ad altri due sfortunati tentativi di rilanciare il locale, compresa una gestione rumena.

Altro fenomeno è questo continuo passaggio di titolarità. La piccola pizzeria a taglio di via XX Settembre angolo Puccini – una stanza in tutto – ha appena cambiato padrone e come novità propone specialità sicule. A partire, naturalmente, dalle arancine. Non a caso un classico street food fritto.

Abolite le superfici minime, ma anche le distanze minime fra locali, spesso si apre, magari coi pochi soldi arrivati dai genitori o da una liquidazione, seguita ad un licenziamento. E così ci si prova: bar, pizza al taglio, fritto, gelato artigianale, paninoteca. Questi sono gli indirizzi.

E poi c’è chi allarga il campo. Non c’è gastronomia – anche di alta gamma – che non propone piatti. Dai Parmigiani a Forte a Giannoni a Lido, dove trovate anche Masoni che a mezzogiorno – in inverno – vi cucina sul marciapiede di via Coppino. E che dire del ristorante solo serale legato a Sergio, il Sotto le logge?

Cambia il mondo, soprattutto è complicato guadagnare senza queste estensioni di servizio e di orario. E così tutta la Versilia diventa Cenatown.

c.b.

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