Sicurezza
Per il pm i banditi erano armati
Il gip del tribunale ha convalidato il fermo di Angelo Riviera anche per l’ipotesi di reato di detenzione di arma da fuoco
LIDO. Era armata oppure no la banda che sabato mattina poteva compiere una strage sfrecciando contromano lungo viale Pistelli a Lido di Camaiore? Hanno visto giusto i due testimoni che hanno dichiarato agli inquirenti di avere sentito sparare almeno un colpo contro la polizia? Oppure dice la verità Angelo Riviera, che di fronte al giudice delle indagini preliminari ha giurato che né lui né i complici avevano pistole con loro? È questo il primo nodo che deve sciogliere la procura della repubblica di Lucca che sta conducendo le indagini sul gravissimo fatto avvenuto sabato scorso sul lungomare di Camaiore. Di sicuro c’è che per il pm Sara Polino l’ipotesi della banda armata è tutt’altro che tramontata. E il gip Maria Spada Ricci le dà credito. L’ordinanza con cui ha convalidato il fermo di Riviera infatti è stata firmata sia per il reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale sia per quello di detenzione di arma da fuoco.
È un fatto che almeno per ora non siano state trovate armi né sulla scena della cattura di Riviera né sulla spiaggia dove i complici sono fuggiti mescolandosi alla folla. Né armi né bossoli di proiettili diversi da quelli sparati dalla polizia. Il comunicato ufficiale con cui la questura sabato scorso aveva riepilogato i fatti era d’altronde estremamente chiaro e faceva riferimento soltanto a spari esplosi dai poliziotti.
Ci sono però le testimonianze dei due militari che continuano a tenere aperto lo scenario su quanto è successo sabato mattina. A complicare la situazione ci sono anche - vedi articolo nella pagina a fianco - indiscrezioni trapelate da fonti investigative (che però non vengono confermate né dalla procura della repubblica né dal commissariato di polizia) secondo le quali il foro del proiettile che ha colpito l’auto dei banditi poco sotto la targa non sarebbe compatibile con il calibro di quelli in dotazione alle forze dell’ordine.
Resta poi un altro dato che fa molto discutere in questa vicenda: il fatto che non sia configurabile alcuna ipotesi di reato nel comportamento dei banditi che imboccando contromano il viale di Lido hanno rischiato di travolgere e uccidere i passanti. Comprensibile che possa non essere definito un tentato omicidio (ipotesi di reato per il quale il gip non ha convalidato il fermo), incomprensibile che non abbia alcuna rilevanza penale e che possa essere trattato come una semplice violazione - per quanto grave - al codice della strada.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
