Attenzione
Muore giovane talento del calcio
Leonardo Alzetta stava organizzando la festa per il diciottesimo compleanno. Tre anni fa aveva scoperto di essere malato
PIETRASANTA. Ha lottato fino alla fine, con la forza d’animo e la grinta che contraddistinguevano il suo animo da sportivo. Ma mercoledì, intorno alle 5 del mattino, Leonardo Alzetta è deceduto. Non ce l’ha fatta a proseguire la sua battaglia per la vita contro il male che l’affliggeva. Avrebbe compiuto 18 anni tra pochi giorni, l’11 agosto. Un evento, il più importante e atteso nella vita di un adolescente, a cui anche lui guardava con trepidante emozione, progettando con gli amici e compagni di classe della sezione A del liceo scientifico Michelangelo di Forte dei Marmi i festeggiamenti che l’avrebbero condotto alla maggiore età. Ma quella soglia Leonardo non è riuscito a varcarla, spegnendosi troppo presto.
Nato e cresciuto a Pietrasanta, come il padre Luca aveva intrapreso fin da giovanissimo la strada dello sport, specialmente il calcio che per lui, tifosissimo della Juve e giovane talento (tanto da suscitare, a 13 anni, l'interesse anche di squadre blasonate a livello nazionale), era diventato una passione divorante: giocava da terzino, ma a detta di molti che conoscevano bene la sua foga nel gioco aveva la qualità e i piedi giusti, oltre che l'intelligenza, per fare la differenza in campo in qualunque situazione.
A frenarlo però furono i due infortuni, entrambi al ginocchio, che portarono tre anni fa alla scoperta della malattia che lo ha strappato alla sua famiglia. Per il giovane erano cominciati tre anni di stanze di ospedale e di cure, tre anni di lotta contro il male che però non hanno mai fiaccato lo spirito e la voglia di vivere di Leonardo.
«Eravamo compagni dalle scuole medie, siamo cresciuti insieme - racconta Nicolò Mattugini, suo compagno di classe e giocatore dell'Hockey Forte dei Marmi di cui anche Leonardo, in virtù della loro amicizia, era tifoso - e posso dire con sicurezza di non aver mai conosciuto nessun altro come lui: sempre disponibile, un ragazzo buonissimo che nonostante la sua malattia c'era sempre per i suoi amici. Era lui quello che aveva più bisogno di parole di conforto - spiega, scosso anche lui dal lutto che l'ha privato di un amico - ma non ha mai voluto parlare di quello che provava detestando passare per la vittima: a scuola si impegnava il triplo di tutti noi, tanto che nonostante le tante assenze è sempre riuscito ad avere buoni voti. Non voleva che pensassimo che veniva promosso per compassione. Il suo sogno era di vedere la Juve vincere la Champions, peccato che per un soffio non sia riuscito ad esaudirlo. Quando mercoledì ho visto il messaggio sul cellulare non volevo crederci - racconta - l'ultima volta che l'avevo visto eravamo al mare insieme, era tornato a camminare un po' meglio e aveva ripreso anche un po' di colorito. Se avessi saputo che non l'avrei rivisto, l'avrei salutato con qualcosa di più che un "ci vediamo presto"».
Non ci saranno funerali per Leonardo: la famiglia ha deciso soltanto per una benedizione presso l’obitorio prima che il corpo venga cremato.
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