Sicurezza
Il sindaco controcorrente: la Versilia non è il far west
Seravezza, Ettore Neri contro chi soffia sul fuoco della paura «Non è vero che questo territorio sia nelle mani della criminalità»
SERAVEZZA. Basta demagogia un tanto al chilo, basta evocare l’idea del sindaco sceriffo che chissà cosa potrà mai fare contro la criminalità, basta fare propaganda su un tema delicato e complesso come la sicurezza. Il sindaco di Seravezza Ettore Neri non ha paura ad andare controcorrente, anche per il bene dell’immagine stessa della Versilia.
«Mi dispiace - spiega - ma devo dire che non sono d'accordo sul tono con il quale è stata affrontata, da più parti, la brutta vicenda dell'inseguimento e dell'arresto di un malvivente a Lido di Camaiore. Forse il mio intervento potrà risultare "fuori dal coro" e non otterrà certo la simpatia di tutti quelli che, ogni volta, amano alzare il tiro per attirare l'attenzione e par dare sfogo a tutti i malessere e i mal di pancia diffusi, in tempi di dura crisi, nella nostra società. Non penso - sottolinea Neri - che la Versilia sia una terra nelle mani della criminalità e neanche che chi vive o viene per lavoro o vacanza in Versilia rischi ogni momento la pelle girando per le nostre strade, sulle nostre spiagge, nei nostri negozi o nei nostri teatri, cinema e musei. Credo, invece, che la nostra Versilia abbia, ancora oggi, la capacità di essere accogliente, civile, tranquilla e che la descrizione drammatizzata che se ne è fatta degli ultimi giorni non le rechi giustizia e rischi di danneggiare inutilmente e gravemente la nostra immagine e il lavoro serio, qualitativo e onesto che viene svolto da decenni da tante imprese turistiche e manifatturiere. Certo, come in tutte le società complesse e soprattutto in tempi di crisi e di grande confusione come quello che stiamo da anni attraversando, anche in Versilia si avvertono contraddizioni e si registrano segnali di degrado e disagio, ma non credo che si possa dire che da noi sono maggiori, peggiori o più gravi che a Firenze, Pisa o Livorno (tanto per rimanere in Toscana) e non mi pare che noi abbiamo meno anticorpi che altrove».
Ovviamente il sindaco di Seravezza non nega la realtà. «Certo - ammette - tutti quanti sappiamo bene che in Versilia, da decenni, ci sono infiltrazioni gravi e profonde di criminalità organizzata che va combattuta e sgominata. Non è, dunque, nel merito di alcune proposte che sono state fatte che sono in disaccordo, anzi. Il progetto di progressiva collaborazione e unificazione dei corpi di polizia municipale tra i Comuni della Versilia, come noto, nasce da una iniziativa dei Comuni di Seravezza e Stazzema già qualche anno fa e sono dunque favorevole a che esso venga allargato rapidamente anche ad altri Comuni e, magari, a tutta la Versilia. Nello stesso tempo, però, i cittadini non possono essere indotti a credere che sia compito dei sindaci e delle amministrazioni locali la tenuta dell'ordine pubblico e la caccia alla criminalità. Questa strada è già stata percorsa, producendo solo danni e propaganda, non molti anni fa dal governo Berlusconi quando, Ministro dell'Interno Maroni, venne inventato il potere fasullo per i Sindaci di intervenire con "ordinanze di urgenza" a mettere a posto le cose nei casi di ordine pubblico. Poi, alla resa dei conti, Prefetture e Tribunali amministrativi regionali hanno dimostrato che si trattava solo di una buffonata e che tutte le ordinanze fatte sulla scia di quel lancio pubblicitario erano illegittime».
Ma allora cosa possono e devono fare i sindaci, gli amministratori e le forze politiche locali? «Devono - è la ricetta di Neri - lavorare per rafforzare il concetto e il valore della legalità a 360 gradi. Questo valore lo si difende e lo si rafforza avendo reali forze di polizia in campo e operanti contro la corruzione, l'elusione, la concussione e contro la criminalità comune e organizzata. Il valore della legalità si difende e rafforza non con la demagogia e la caccia all’untore, non con i linciaggi mediatici verso gruppi di persone o categorie, ma piuttosto con azioni di polizia mirate e continue, con la capacità investigativa e gli strumenti, i mezzi, le risorse economiche e umane che sono indispensabili ad esercitare la tutela dall'ordine pubblico in una società articolata e difficile come la nostra.Sicuramente è giusto e doveroso pretendere più forze dell'ordine in Versilia, particolarmente in estate, ma non si è credibili se, nello stesso tempo, non si chiedono più risorse e più investimenti da parte dello Stato centrale nel sistema generale di prevenzione, indagine e repressione dei crimini».
Da qui la presa di posizione a favore dell'istituzione di un tavolo per prevenire le infiltrazioni malavitose nell'economia locale: «Ritengo giusto e doveroso allargare l'attenzione sulla legalità anche al mondo del lavoro e al tema, secondo me decisivo, delle politiche di coesione sociale per garantire standard di vita più alti e tranquilli a partire dalla fasce sociali più deboli e più esposte ai rischi derivanti da fenomeni di disagio, disgregazione, degrado e criminalità comune».
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