Il Tirreno

Versilia

A Pioppogatto scarto di lavorazione più sporco

di Donatella Francesconi
A Pioppogatto scarto di lavorazione più sporco

La Provincia autorizza “Vera” a produrre combustibile solido secondario (Css) Ma deve modificare l’impianto e sconfiggere le forti perplessità di Arpat

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MASSAROSA. Il 10 marzo scorso l'impianto di compostaggio rifiuti di Pioppogatto, gestito da Versilia Ambiente (Sea Ambiente più Sea Risorse) ha ottenuto dalla Provincia il rinnovo dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Che, nel caso specifico, è qualcosa di più di un semplice rinnovo dovuto. Perché con il via libera della Provincia l’impianto passa dalla produzione di Cdr (combustibile derivato dai rifiuti) a quella di Css (Combustibile solido secondario), codice Cer 191210 da destinare ad impianti di recupero.

La Provincia, nel rilasciare l'Aia, stabilisce che per produrre Css «potrebbe essere necessario istruire una procedura di Verifica di assoggettabilità alla VIA per modifica di impianto a causa del peggioramento del prodotto in uscita». Il Css, insoma, è più “sporco” rispetto al Cdr. Al punto che nell’autorizzazione da marzo in vigore si specifica che il rilascio avviene a patto che il Css prodotto sia il più possibile simile al Cdr: ovvero abbia una classificazione 3.4.4. (potere calorifico, cloro, mercurio) secondo una tabella che fissa le relative quantità per ogni classe.

La Provincia, inoltre, osserva che «la variazione sul prodotto consegue ad una modifica impiantistica». Modifica che al momento non si conosce se sia stata già avviata da “Vera” e con quali caratteristiche e quali costi.

Nel procedimento di rilascio di Aia, tra tutti gli Enti coinvolti, c’è anche l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpat). La quale - si legge nel documento della Provincia - esprime «perplessità sul trattamento D9 che subirebbero i rifiuti. Infatti il D9 è associabile ad un trattamento chimico-fisico e non ad un trattamento meccanico».

Dunque, la qualità del prodotto peggiora e viene introdotto un trattamento chimico del rifiuto da trasformare in Css. In un quadro in cui la stessa Provincia ritiene «necessari alcuni chiarimenti da parte della società sulle modalità di gestione delle acque reflue». Chiarimenti più che necessari visto che, si legge ancora negli atti della Provincia, «l'impianto di depurazione dell'installazione è fermo».

Fin qui la storia della trasformazione di Pioppogatto. Che avrebbe dovuto essere (che fine ha fatto il Piano Favoino?) il fiore all’occhiello del recupero dal rifiuto indifferenziato e si ritrova, invece, relegato al ruolo di “fabbrica” di prodotto dagli scarti e neppure del migliore.

Se per i cittadini non è certo un vantaggio (l’impianto di depurazione fermo per un impianto di compostaggio circondato da campi e fossi dà qualche pensiero), lo è per chi - invece - si candida a portare via il Css prodotto. Tanto che Versilia ambiente è arrivata a bandire per questo sevizio una gara da 9 milioni di euro (poi assegnata per poco più di due). Una cifra che rende bene il senso del peso economico delle attività legate al ciclo dei rifiuti.

C’è un ultimo aspetto che vale rilevare: è del 19 giugno scorso il parere motivato del Nucleo unificato regionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici-Autorità competente per la Vas sul Piano straordinario di gestione integrata dei rifiuti-Ato Toscana Costa. Documento di valutazione nel quale l’impianto di Pioppogatto è ancora classificato come produttore di Cdr...Ma gli Enti pubblici, tra di loro, si parlano?!

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