Toscana
Spari a Lido: stessa scena di 9 anni fa. Ma i presunti responsabili furono assolti
Gli inquirenti indicarono in Andrea Riviera, l'uomo arrestato sabato 1 a Lido di Camaiore, uno dei banditi a bordo della Bmw fuggita alla polizia nel luglio 2006. Ma fa assolto nel processo per non aver commesso il fatto
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LIDO DI CAMAIORE. Era il 6 luglio di nove anni fa: una Bmw nera con i vetri oscurati semina il panico tra Massarosa e Marina di Pietrasanta. Su viale Apua c’è un conflitto a fuoco, i banditi sparano contro gli agenti che rispondono al fuoco. Poi l’auto riparte a tutta velocità e se ne perdono le tracce. I ladri avevano appena commesso un furto in una abitazione di Piano di Mommio: a scoprirli in casa era stata la proprietaria dlel'abitazione appena svaligiata. Si erano dati alla fuga ma erano stati incercettati da una volante della polizia. Una scena simile, molto simile, a quella di sabato 1 a Lido di Camaiore, conclusasi con gli spari sul viale a mare in mezzo ai turisti. Ma non è solo questo l'elemento che accomuna le due vicende. Già nove anni fa, dopo i colpi su viale Apua, le indagini portano alla comunità sinti piemontese.
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Dopo il furto e la sparatoria gli inquirenti erano riusciti a individuare i banditi e arrestarli. Non si trattava, come inizialmente ipotizzato all’epoca, di una banda di albanesi. Ma di un gruppo, tre persone, di Sinti italiani originari del Piemonte. Tra loro c’era – secondo gli inquirenti - Andrea Riviera, arrestato sabato dai poliziotti dopo l’inseguimento sul lungomare e gli spari. Riviera era stato riconosciuto dalla vittima del furto di Piano di Mommio dal quale era scattato l’allarme e il successivo inseguimento per mezza Versilia. Ma il processo si concluse con l’assoluzione: di Riviera e di altre due persone. Non si trovavano in Versilia quel giorno, secondo numerose testimonianze raccolte durante il processo e ritenute attendibili. A differenza, evidentemente, di sabato scorso.
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