La protesta
La prigione dorata di Paolina nell’oasi di Compignano
Già villa Mansi è diventata villa Paolina dopo che la sorella di Napoleone vi era stata rinchiusa all’indomani della fuga dell’Imperatore dall’isola d’Elba
di CORRADO BENZIO
La prigionia fu dolce. Fin troppo. Narra la leggenda – ma soprattutto Adolfo Lippi – che Paolina aproffittase di quel forzato riposo «approfitrando» degli Usseri che gli erano stati messi di guardia.
Paolina Bonaparte, (mal) maritata Borghese – uno dei principi della Roma nera e papalina – passò a Compignano di Massarosa giusto 100 giorni, ma il suo nome è rimasto a suggellare questa villa che apparteneva già ai Mansi.
Villa Paolina si trova a Compignano. Ci si arriva dal vertice del Quiesa. La vista da lassù raggiunge vertici inenarrabili: si vede Spezia e ben oltre. Se il cielo è terso quando si accendono le luci si scopre anche Genova.
La villa venne costruita fra il Cinque e Seicento da Stefano Nieri, ma raggiunse questa magnificenza solo nel XVIII secoldo, quando venne acquisita dalla famiglia Mansi. Una dinastia del patriziato fra le più importanti di Lucca, con palazzo avito dentro le mura e tante proprietà in giro per la Repubblica.
I Mansi posseggono una delle ville più belle delle 400 che i nobili lucchesi si fecero costruire
. nel contado. E quando inizia ad andare di moda anche Viareggio – in pratica quando alla fine del Settecento la malaria viene sconfitta ed il Padule torna salubre – i Mansi si fanno costruire un palazzo anche a Viareggio, dalle parti della torre Matilde.
Sono i Mansi a trasformare e migliorare la villa e dotarla di un giardino all’italiana. La proprietà è imponente. Ci sono 4 case coloniche ed altri immobili, oltre ad una chiesina consacrata (in realtà poco più di una cappella gentilizia, in realtà aperta ai contadini).
Nella proprietà la manodopera è folta, pullula. In tutto c’è da seguire 150 ettari, di cui certo molti sono boschi. Ma chi sa un po’ di storia sa che anche i boschi erano messi a redditi e soprattutto venivano curati. Tanto la manodopera costava veramente poco.
E’ Napoleone quando scende in Italia la prima volta (1799) a travolgere l’aristocratica (nel senso che governavano solo le 500 famiglie patrizie) repubblica di Lucca. A palazzo maggiore – diventato palazzo ducale – va Elisa Bonaparte, sorella dell’Imperatore, maritata principessa Baciocchi.
Nel 1812, Elisa, innamorata della villa e della vista mare, acquista la proprietà da Raffaele Mansi.
Tutto cambia il 5 marzo del 1815. Bonaparte è scappato dall’Elba, Paolina viene imprigionata dalle propaggini italiche della Santa Alleanza. L’Imperatore finirà i suoi giorni di gloria a Waterloo, in attesa che la cavalleria porti i rinforzi e rovesci non solo le sorti della battaglia, ma anche della Storia europea.
Viene portato a Compignano dove resterà giunto 100 giorni, fino al 5 giugno. Qui saprà godere di tutto quello che può dare la villa, dalla vista sul mare alla compagnia del personale.
Paolina tornerà in Versilia pochi anni dopo. Nel 1821, invaghità del musicista Giovanni Pacini, calabrese ma compositore ufficiale alla corte dei Borbone a Lucca, si farà costruire una villa a Viareggio.
Si tratta di villa Paolina, oggi nel centro della città, con la linea del mare ormai a 500 metri. In quegli anni il mare era prospicente la villa e non a casa, davanti il colonnato neogotico venne arso il cadavere di Percy B. Shelley, il poeta romantico inglese che naufragò con la sua barca davanti Viareggio. L’autore del Prometeo Liberato stava navigando fra Pisa e Lerici, che poi diventerà il golfo dei Poeti.
Ad assistere al rogo del corpo di Shelley arriverà, anche lui da Pisa, lord Byron.
Ma torniamo a Paolina.L’amore per Pacini non durò poi a lungo. Alla fine la sorella dell’Imperatore resterà a Viareggio poche settimane, facendo la spola con Bagni di Lucca (a quei tempi si chiamava Bagno alla Villa) per curare con le acque termali alcune affezioni femminili, alle quali non era aliena la sua eccessiva promiscuità.
Insomma Paolina Bonaparre con i suoi vestiti stile Impero, ma soprattutto nuda ritratta dal Canova, seppe rappresentare un’epoca di profondi cambiamenti non solo storici.
Quando lei si faceva costruire la villa, a Viareggio apriva il Dori, primo stabilimento balnere della storia della Versilia e uno dei primi d’Italia.
E villa Paolina a Compignano ? Splendidamente conservata è oggi di proprietà della famiglia di Giuliano Baldini, importante imprenditore chimico e poi immobiliare. Si può affittare per cerimonie ed eventi e godere degli stessi brividi vissuti da Paolina.
Magari per un ballo in maschera, come è avvenuto lo scorso febbraio nei giorni del Canevale. L’aura di luogo di divertimento e anche trasgressivo è rimasta.
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