Sicurezza
In degrado l’hotel comprato dai russi
Preoccupazione a Forte: non c’è uno straccio di progetto di ristrutturazione né per l’Alcione né per il Mirabeau
FORTE. Non è più soltanto il vecchio Hotel Nettuno di via IV Novembre all’angolo con via Matteotti a perdere smalto e a dare brutta immagine di sé, visto che il sindaco Buratti ha dovuto emettere un‘ordinanza anche per l’ex Hotel Alcione, chiuso da 4 anni all’angolo tra il viale Morin e via Leonardo da Vinci, proprio alle soglie del cuore nobile e vip di Roma Imperiale. L’ordinanza, scaturita da un sopralluogo dell’Ufficio Tecnico comunale ha imposto alla Alcione srl, la società milanese che ne è proprietaria, di eseguire tutte quelle opere necessarie atte a garantire il decoro nonché la sicurezza pubblica. Il Comune ha imposto anche di delimitare la zona interessata garantendo comunque la continuità e la sicurezza del passaggio nonché di provvedere entro sette giorni alla messa in sicurezza del fabbricato, richiedendo l’eventuale autorizzazione necessaria a seguire i lavori secondo le leggi e i regolamenti in vigore. Infine la proprietà dovrà rimettere, entro dieci giorni una perizia giurata, a firma di un tecnico abilitato, che attesti che i lavori garantiscono la sicurezza pubblica e la conformità alle disposizione dell’ordinanza. L’Hotel Alcione, nel cuore di Roma Imperiale ha sempre costituito un punto di riferimento alla frequentazione migliore del paese, e chiuse i battenti nel 2007. Era poi entrato alcuni anni fa nell’orbita di investitori russi che ambivano a fonderlo in un’unica struttura ricettiva di gran lusso con il vicino ex Hotel Mirabeau e più di recente era stato acquisito anche il vecchio Paradiso al mare degli Scialli, con il quale doveva nascere un vero polo dell’accoglienza a cinque stelle lusso. L’investimento è stato sicuramente ingente, ma al momento e da tempo non si vedono segnali di ristrutturazione e quindi di rilancio di queste vecchie ma gloriose strutture alberghiere che sono nella storia ricettiva di Forte dei Marmi. E l’ordinanza che impone ora all’Alcione di fare con urgenza dei lavori per tutelare il decoro pubblico e la sicurezza non sono un indizio che induce all’ottimismo.
Si sa di sicuro che i russi – ma residenti a Londra e con i capitali che arrivano da Cipro – hanno tolto il mandato alla società milanese che seguiva i tre alberghi ma anche la ristrutturazione di villa Bufalini e di villa Pietrabissa. E che la proprietà è cambiata, non più Sergei Rapoport, ma tale Markevich. Detto questo in Comune – conferma lo stesso sindaco Umberto Buratti – è stato presentato per i due hotel solo un progetto di massima. Il che – passando i giorni - rende tutto più nebuloso e le vicende internazionali non aiutano.
Intanto in centro, sono proseguiti, in questi ultimi giorni i lavori di messa in sicurezza del fabbricato dell’ex Nettuno, anche se lo stato estetico dell’edificio, ormai impone un interessamento più profondo da parte dell’Amministrazione Comunale alla vicenda, che non periodiche ordinanze di messa in sicurezza. Speriamo che il viale Morin che era destinato a diventare il viale dei cinque stelle non diventi ora il viale del tramonto.
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