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E poi esplode la rabbia
I bagnanti tentano di linciare il bandito. C’è chi ha temuto si trattasse di un attentato
LIDO DI CAMAIORE. Gli spari, uno dietro l’altro. Quei colpi in sequenza della Beretta calibro 7,65. E poi il tonfo dello speronamento. E poi le urla. Concitate quelle della polizia. Di autentico panico quelle dei bagnanti.
Ma soprattutto nelle memoria si impressionano gli spari. Quei colpi, secchi, come petardi, resteranno nelle orecchie dei tanti bagnanti di un primo giorno dell’agosto più affollato degli ultimi anni .
La paura. Al bagno Onda la gente si è nascosta nei bagni, sotto le sdraio, ovunque. Stefano Cipolla è un dipendente del bagno. «Abbiamo preso i clienti e gli abbiamo nascosti nel vagone delle cabine. Molte erano chiuse a chiave: per fare prima li abbiamo infilati nei rispostigli, nelle toilette».
Qualcuno ha pensato di rivedere il film dell’attacco dell’Isis alle spiagge di Tunisia. Lido come Hammamet, perchè ormai viviamo di eterna paura.
E dopo la paura è esplosa la rabbia. Lo hanno dimostrato passanti e turisti che capito cosa fosse successo hanno circondato l'auto della Polizia. Lo volevano portare fuori. Linciaggio è parola grossa, pressupone una cappio ed il Far West. Volevano impartirgli una lezione. «Avrebbero dovuto lasciarlo a noi - impreca un turista fuggito dalla spiaggia e ancora in costume -ci avrebbe pensato bene la prossima volta».
L'auto della polizia ha fatto fatica ad allontanarsi, evitando di investire chi cercava di venire a contatto con il malvivente appena ammanettato. Scene da film, raccontano due giovanissimi turisti fiorentini. «Stavamo giocando a pallone sulla spiaggia a pochi metri da piazza Umberto, dove c'è stato lo speronamento fra l'auto della polizia e quella dei banditi. Abbiamo sentito dei colpi che solo dopo abbiamo capito che erano di pistola: ci siamo spaventati, davvero. Non rida, ma abbiamo creduto ad un attentato ed abbiamo pensatoall'Isis, di questi tempi..... Siamo sconvolti».
Lamberto Grassi era in auto e stava venendo da Viareggio. «Ho capito che c'era qualcosa di serio - ricorda - ho incrociato la Ford dei banditi inseguita dalla polizia e se non mi facevo da parte mi portava via. A me è andata bene non essere coinvolto nell'inseguimento».
Marzia Zanetti, vecchia voce di Radio Babilonia era allo stabilimento balneare che gestisce con il marito. «Inutile dire che come tutti sono scossa. Abbiamo sentito diversi colpi di pistola, ci sono stati clienti che sono fuggiti, perché spaventati davvero, come lo sono anch'io».
Alessandro Santini, ex candidato a sindaco a Viareggio, ha avuto la freddezza di scattare foto significative. «Come molte altre persone ho capito che si trattava di qualcosa di grave - dice - ero nel ristorante ed ho sentito degli spari. Mi sono precipitato fuori e ho assistito all’arresto del bandito. Faccio i complimenti agli agenti e alle altre forze dell'ordine che sono intervenute e invio i migliori auguri al poliziotto ferito. Episodi come questi dimostrano che diciamo da tempo sulla sicurezza in Versilia»
Saverio Patrono ha ben chiaro il fatto che solo per un caso non è stato investito dai banditi. «Mi lo sono vista arrivare in controsenso - racconta - meno male che sono riuscito a spostarmi su un lato, altrimenti sarei rimasto coinvolto nell'incidente con la Ford e la Volante della polizia».
Biagio Robino quando ha visto i banditi nell'auto è tornato indietro di 24 ore, perchè non esclude di averli notati la sera prima nella Passeggiata lidese. «Non erano facce nuove e chissà che non fossero venuti prima proprio per studiare un piano - rivela - quanto accaduto in qualche modo potrebbe testimoniarlo». Loredana è una ragazza italo-brasiliana, in volto ha ancora la paura per avere vissuto anche lei questa brutta esperienza. «Non dimenticherò questo sabato, insieme ad una mia amica siamo venute al mare - dice - abbiamo avuto tanta paura, poi la gente arrabbiata che voleva il contatto col bandito mi ha fatto capire tante cose».
Anche negli alberghi che si affacciano sulla piazza molti clienti si sono rifugiati in camera spaventati, credendo ad un attentato. In piazza ad assistere alle operazioni della polizia scientifica, e dell'anticrimine del Commissariato per cercare di fare chiarezza su quanto accaduto, c'erano anche diverse mamme con i loro figli che sono venuti via di corsa dal mare. «È stata una mattina che non dimenticheremo facilmente - racconta una donna - a mio figlio piccolo ho fatto fatica a spiegare cosa fosse realmente accaduto. Anche lui ha sentito gli spari della pistola, come tutti noi e mi ha chiesto cosa fossero, e con non poca difficoltà ho provato a dargli una spiegazione». Che è semplice, ma al tempo stesso impossibile.
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