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Un milione e mezzo al colosso Hera

Un milione e mezzo al colosso Hera

Sanzionato nel 2014 dall’Antitrust per abuso di posizione dominante nella raccolta della carta

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VIAREGGIO. Insieme alla Emanuele Melandri il 22 maggio scorso si è aggiudicata l’appalto di “Vera” la società "Herambiente Spa. Importo totale 1.567.500 euro per ritiro e recupero del rifiuto Cer 191210 prodotto dalla selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani indifferenziati. Un appalto che non passa inosservato, per la cifra e per il nome della capofila, gruppo Hera, una delle principali multiservizi italiane, che con 77 impianti (di cui 7 inceneritori) è leader italiana nel business dei rifiuti. Un vero e proprio colosso, dunque. Che nel 2013 ha fatturato oltre 4,6 miliardi di euro.

Un colosso che l’anno dopo, al termine di una lunga istruttoria, è stato sanzionato dall'Autorità garante della concorrenza con una ammenda di quasi 1,9 milioni per abuso di posizione dominante nei mercati collegati alla raccolta differenziata di carta in diversi comuni dell'Emilia Romagna. Secondo la ricostruzione dell'Antitrust, Hera e Hera Ambiente hanno abusato della loro posizione dominante «impedendo l'accesso ai rifiuti cellulosici da raccolta differenziata urbana congiunta ai concorrenti della propria controllata Akron. Con il risultato del l'aumento della Tarsu/Tia a carico dei cittadini.

Ma il percorso accidentato di "Hera" non finisce qui. Nel settembre 2014 è la stessa Akron, una delle controllate di Hera, ad essere coinvolta nelle indagini sul traffico illecito dei rifiuti in Veneto ed Emilia Romagna. Gli investigatori hanno ritenuto che gli impianti della azienda del Gruppo Hera fossero nella completa disponibilità dei dirigenti di Ecolando per il loro traffico illegale dei rifiuti. L'inchiesta è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia. La Procura di Bologna ha anche avviato un'inchiesta sulla presenza di scorie tossiche in un lotto di terreno edificabile di proprietà della Hera, al centro di trattative economiche.

Inoltre, Hera Com Mediterane, controllata al 100% da Hera, ha visto nel cda, per anni, Giovanni Cosentino - fratello dell’ex sottosegretario di Forza Italia Nicola - insieme a Enrico Reccia. Tutti arrestati ad aprile con l’accusa di aver favorito il clan dei casalesi. Reccia rappresentò i Cosentino nell'affare della Centrale termoelettrica a Sparanise, costruita sui terreni che passarono ad una società anonima con sede a Roma, la Scr, e da questi alla Ami, una municipalizzata di Imola poi confluita nella Hera Spa. (d.f.)

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