Gioco
Tari, anche i balneari pagano di più Equivoco da errore di trascrizione
Il vice sindaco esclude ripercussioni su quanto approvato in consiglio mercoledì scorso L’associazione di categoria chiede all’amministrazione di poter pagare solo il rifiuto prodotto
PIETRASANTA. Balneari privilegiati. Anzi no, la categoria è quella più vessata in città alla voce tassa rifiuti. Riavvolgiamo il nastro e proviamo a fare chiarezza su quello che sembra essere una sorta di giallo. Mercoledì scorso il consiglio comunale vota il bilancio di previsione: in approvazione anche il regolamento della Tari ed una tariffa rincarata, rispetto al 2014, dell'8%. Rincaro spalmato su tutte le utenze, domestiche e non, meno che sulla categoria dei balneari. Visto che, come evidenzia il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Michele Lari, un anno fa i concessionari pagavano 1.61 centesimi di euro ed oggi devono liquidare lo stesso importo. In realtà Lari si limita a sottolineare numeri consultabili sia sul sito del Comune che nell'allegato consegnato ai singoli consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza. Piano finanziario di cui prende visione anche il cronista e che conferma il dato: nessun aumento della Tari per i balneari. «E invece non è così - precisa il vice-sindaco Daniele Mazzoni -: c'è stato un errore materiale di trascrizione che non va però ad inficiare i saldi totali di bilancio e quindi non ci sarà alcuna ripercussione su quanto approvato dal consiglio (ma in realtà il rischio di un nuovo passaggio in sede consiliare, del bilancio, non è da escludere, ndr). La tariffa a metro quadro a carico dei concessionari è pari a 1.76 centesimi di euro con un rincaro dell'8.13%. Il più alto fra tutte le utenze. Lo sconto del 30%, sempre sulla Tari, assegnato solo ai balneari? È una misura applicata da più Comuni: non dimentichiamo che i concessionari devono pagare la tassa rifiuti su tutta la superficie. Detto questo il nostro obiettivo - ribadisce Mazzoni - è quello di arrivare a modulare la tassa sull'effettiva produzione del rifiuto e non sulla metratura. E gli apripista, in questo contesto, saranno proprio i balneari che ringrazio per il supporto che danno, da sempre, alla nostra comunità».
Dal Consorzio balneari di Marina di Pietrasanta, nel frattempo, arriva una missiva contro Lari e i pentastellati. «Dalle informazioni acquisite presso gli uffici competenti, gli stabilimenti balneari sono la categoria che ha subito il più alto aumento della imposta (+8,13%). Abbiamo preso contatti con la nuova amministrazione, appena insediatasi, per ricordare le vecchie richieste fatte a quella Lombardi, richieste che sono rimaste lettera morta. Abbiamo appreso che il piano finanziario che prevedeva un aumento in media del 8% era previsto già da gennaio 2015 ed approvato in giunta il 29 maggio scorso per cui la nuova amministrazione non poteva procedere con le richieste della categoria. Nonostante ciò siamo stati rassicurati che dal 2016 le cose cambieranno. In particolare - scrive il presidente Francesco Verona - gli stabilimenti balneari hanno chiesto, già dal 2013, l’applicazione della tariffa sulla effettiva produzione di rifiuti (tenendo conto anche del grado di raccolta differenziata). La categoria chiede di pagare ciò che produce in quanto, dalle nostre evidenze paga come monte rifiuti un 5- 8% in più di quello che effettivamente produce. Cogliamo l’occasione per chiedere alla nuova amministrazione di attivarsi in tal senso. Invitiamo Lari e il Movimento 5 stelle ad approfondire bene gli argomenti che trattano. Non si capisce il loro accanimento contro la categoria: hanno avuto problemi con qualche bagnino? I balneari si accollano la gestione della spiaggia libera e questo vuol dire pulizia e sorveglianza e che la pulizia e lo smaltimento del lavarone su tutto il litorale: spendiamo di tasca nostra, 100mila euro. È bene ricordare che sempre i balneari hanno investito ingenti risorse per la sicurezza della comunità e dei turisti con il progetto dei defibrillatori». Fin qui Comune e categoria sulla nuova tassa rifiuti, ma il “pasticcio” sui numeri potrebbe lasciare in scia ricorsi e segnalazioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google