Il Tirreno

Versilia

Patrimonio, 85 milioni di indebitamento

di Donatella Francesconi

Il liquidatore Marchi al lavoro per chiudere la società. Posti di lavoro a rischio I revisori dei conti: tra le ipotesi anche che si sia nascosto il buco dell’Ente pubblico

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VIAREGGIO. L’indebitamente della Viareggio Patrimonio era nel 2013 pari a 85.355.773. Nel 2014 i dati non sono stati comunicati ai revisori dei conti del Comune. Per il 2015 il mistero rimane. «In relazione all’accertata inesistenza di indagini intese ad accertare le cause che hanno originato il pesante indebitamento, seppure oggetto di solleciti, inviti e richiami da parte del Collegio rimasti inevasi, le ipotesi possibili sono quattro». La peggiore delle quali, non troppo lontana da un possibile scenario reale, è così formulata: «Le “maggiori” spese sono state ordinate dagli amministratori e dirigenti del Comune senza l’adozione di alcuna prenotazione di impegno di spesa preventivo. Nella fattispecie si è in presenza di comportamenti volontari intesi ad occultare il vero risultato del rendiconto del Comune nelle varie annualità ove i fatti si sarebbero verificati, addossando alla società interventi non programmati che comunque avrebbero dovuto far carico al Comune. Resta da valutare il comportamento degli amministratori della società, per i quali si auspica possano dare dimostrazione delle richieste da parte della “proprietà Comune” per cercare quantomeno di salvaguardare o alleggerire le proprie responsabilità».

Un quadro che spinge i revisori del Comune (presidente Daniele Limberti, con i colleghi Claudio Pucci e Salvatore Suriano) a «riservarsi di valutare ed adottare decisioni conseguenti di natura riservata». Una formula che va letta in un solo senso: quello della comunicazione a Procura della Corte dei Conti e Procura della Repubblica.

Un quadro, ancora, che ha allarmato anche Marco Marchi, il liquidatore nominato dal sindaco Del Ghingaro. Marchi pare intenzionato a chiudere la società “in house” quanto prima, operazione che pone la questione di che fine fanno i dipendenti non assunti con bando o selezione pubblica. Per loro si profila lo scenario della mobilità tra partecipate che andrebbe definita dalla nuova amministrazione prima di trovarsi a gestire tutto d’un colpo veri e propri tagli di personale che sono dietro l’angolo.

I conti del Comune. I revisori hanno messo mano, nell’ultimo verbale, alle verifiche di cassa e delle somme vincolate a destinazione specifica. E qui iniziano le note dolenti. Al 29 luglio «non è reso disponibile, non essendo stato consegnato o non essendo pervenuto seppure ripetutamente richiesto, l’estratto conto integrale con il calcolo degli interessi ed i numeri. Manca quindi anche la possibilità di individuazione dell’esposizione massima». Ma non è finita. Perché, scrivono ancora i revisori, «sulla base dei dati riferiti non risulta possibile appurare se, ed in quale eventuale misura, vi sia stato sconfinamento nell’utilizzo dell’anticipazione di tesoreria rispetto al limite massimo consentito».

Nonostante i numerosi richiami della Corte dei Conti, inoltre, persiste il vecchio “vizio” bacchettato anche dal Mef: le somme vincolate finiscono nella gestione corrente. I revisori su questo non ammettono “scuse” ed il «Collegio «fa rilevare come l’amministrazione debba provvedere con urgenza a comunicare alla Tesoreria l’ammontare dei vincoli aggiornati e come sia necessario attivare ogni idonea procedura alla ricostituzione delle somme vincolate a specifica destinazione, refluite nella gestione corrente».

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