Il Tirreno

Versilia

Tre piani di parcheggi all’ex gasometro

di Donatella Francesconi
Tre piani di parcheggi all’ex gasometro

Ecco il progetto della struttura a silos per la quale Mover ha chiesto le autorizzazioni edilizie per partire con i lavori

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VIAREGGIO. Eccolo qui, il “mostro” a tre piani fuori terra, con rampa semicircolare esterna per l’accesso ai diversi livelli di parcheggio multipiano da tirare su nell’area dell’ex gasometro. In pieno centro città, a ridosso dalle case e dall’istituto del Sacro cuore (“Poveri vecchi”), dai 160 stalli a raso passerà ai 362 previsti nel progetto che porta la firma dell’ex ingegnere capo del Comune, Riccardo Raffaelli. Datato marzo 2011, ottiene il 17 maggio 2012 il via libera della Soprintendenza di Lucca che si preoccupa del colore della costruzione, affinché si armonizzi con quello delle costruzioni storiche circostanti. Il 26 giugno dello stesso anno - così le carte che il “Tirreno” ha visionato nel fascicolo in Municipio, rendering compresi - arriva anche l’autorizzazione della Commissione paesaggistica del Comune. Nemmeno un mese dopo, il 19 luglio 2012, Mover è una società per azioni con socio di maggioranza il Comune di Viareggio (60%) e socio di minoranza l'impresa Del Pistoia Scrl (40%), come si legge sullo stesso sito della società della sosta.

La realizzazione del parcheggio a silos figura tra gli interventi in capo a Mover fin dal 2010 (amministrazione Lunardini), insieme ad un’altra serie di strutture per la sosta. Da realizzare scegliendo tra le diverse soluzioni, tecniche ma anche societarie, prospettate nella relazione firmata da Riccardo Cima ed Edoardo Rivola (direttore generale del Comune con il sindaco Lunardini) nel 2011, quando l’amministrazione in carica lavorava alla privatizzazione di Mover. Tanto che il 27 gennaio 2011 Enzo Lombardi, l’allora presidente della società della sosta, ancora interamente pubblica (con la compartecipazione di Clap), scrive all’assessore Roberto Bucciarelli chiedendo di avere tutta «la documentazione per le procedure di realizzazione del parcheggio multipiano». Opera che è una delle condizioni del capitolato di gara per la privatizzazione. Là dove si prevede la «realizzazione in tempi rapidi degli investimenti che sono: parcheggio a silos sull’area ex gasometro già conferita dal Comune alla società Mover in data 27 dicembre 2011 e parcheggio scambiatore attrezzato sull’area messa a disposizione dal socio privato». “Tempi rapidi” che, evidentemente, possono comodamente essere quantificati in tre anni, perché tanti ne sono passati dall’ingresso del socio privato (che esprime l’amministratore delegato Mario Del Pistoia) in Mover.

Quando, a Giunta Betti insediata nel 2013, si torna a parlare del parcheggio all’ex gasometro, il presidente di Mover Paolo Casini racconta al “Tirreno” dell’esigenza della nuova amministrazione di aver un progetto più “leggero” e meno costoso. Del quale, però, tra le carte del Comune non si trova traccia. Tanto che è lo stesso Casini, nelle scorse settimane, a dichiarare - ancora al “Tirreno” - che Mover ha avviato le pratiche per le autorizzazioni edilizie relative al progetto originario, da 4.630.000 euro, ultima cifra dei progetti Raffaelli. Resta da capire se nelle carte di Mover - società che nel frattempo aveva avviato una convenzione con il Comune per avere Raffaelli come progettista, cosa contestata dalla relazione del Mef - vi sia altra progettazione.

La domanda è più che mai legittima. Non solo in virtù dell’esistenza della convenzione con l’allora dirigente del Comune, ma anche per le stesse carte che il “Tirreno” ha potuto vedere le fascicolo del Comune, previa regolare richiesta di accesso agli atti.

Perché su una delle planimetrie del marzo 2011 - allegata alla cartellina relativa all’autorizzazione paesaggistica ricevuta - c’è un frego a penna con la dicitura “sostituito”. La data è quella del 15 maggio 2012, due giorni prima dell’ok della Soprintendenza e venti prima del via libera della Commissione paesaggistica comunale. Con cosa sono state sostituite quelle planimetrie le carte del fascicolo conservato in Municipio non lo raccontano. E c’è da chiedersi se non vi sia ulteriore progettazione, magari di un soggetto esterno agli uffici comunali, che possa “spuntare” fuori a sorpresa.

Va anche ricordato che l’idea del multipiano da 362 stalli, parte dei quali in vendita, non era piaciuta per niente ai residenti nella zona. Anche per la mole di traffico che la struttura porterebbe con sè in strade che non sono state pensate per reggere quell’impatto. Soprattutto se l’unico ingresso carrabile - come previsto nel progetto - sarà quello sulla via Pucci, con doppia sbarra e corsie dedicate ad ingresso ed uscita. I vani scala, invece, oltre che su via Pucci affacceranno anche su via Cairoli.

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