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Tari: approvati gli aumenti ma è scontro sulle responsabilità
Mallegni: «Colpa di Lombardi, da settembre lavoreremo al nuovo bilancio e abbasseremo le tasse» I rincari medi sono dell’8% e sono dovuti ai maggiori costi del servizio e all’emergenza maltempo
PIETRASANTA. Il dato sicuro, che non farà felici i contribuenti pietrasantini, è che per la tassa rifiuti - Tari - il rincaro in bolletta sarà, circa, dell'8%. Sulla paternità di questo, ennesimo, aumento è però rimpallo di responsabilità fra amministrazione Mallegni ed opposizione. «Lo avete approvato a fine maggio, nella vostra ultima seduta di Giunta: è nero su bianco. Non c'era il tempo necessario per modificare il piano economico. Colpa vostra e colpa grave» accusa, riferendosi a centro-sinistra, il capogruppo consiliare di Pietrasanta prima di tutto Alberto Giovannetti durante la seduta di ieri mattina in municipio che ha visto appunto l'approvazione del bilancio di previsione (voti favorevoli della maggioranza, astensione del Pd e di Sinistra per Pietrasanta, voto contrario del Movimento 5 Stelle). «I tempi per intervenire c'erano eccome: bastava volerlo. Abbiamo fatto questo passaggio di Giunta perchè dovevamo inoltrare entro fine maggio alla Corte dei Conti i numeri del bilancio di previsione, ma se eletti, avremmo poi modificato questa voce. La responsabilità del rincaro è quindi è della maggioranza Mallegni: scelta politica di cui dovranno rispondere ai cittadini» replicano il consigliere comunale Daniela Ferrieri e il capogruppo di Sinistra per Pietrasanta, Pietro Lazzerini.
Mallegni. «È un provvedimento che non ci appartiene così come non ci appartengono le scelte fatte sia sul fronte del piano alienazioni e degli investimenti, sia sul piano finanziario della Tari che subirà un aumento dell’8%. La minoranza - afferma Mallegni – non ha avuto nemmeno il coraggio di votare il suo bilancio, nè il piano finanziario della Tari che avevano redatto. Trovarsi ad approvare un bilancio di previsione a luglio crea disagio al territorio, ai cittadini e alle imprese e questo non ci ha permesso di avere i tempi tecnici per eventuali modifiche. A settembre discuteremo il bilancio 2016 per portarlo all’approvazione entro la fine dell’anno. E ridurremo la pressione fiscale».
Aumenti. Rincaro della Tari frutto di maggiori costi sostenuti rispetto al piano finanziario del 2014 (208 mila euro) e dall’ampliamento del porta a porta a tutto il territorio (circa 318 mila euro ). Con una postilla di cui tenere conto: a causa dei lavori conseguenti alla tempesta di vento del 5 marzo scorso ci sono due fatture da pagare ad Ersu, pari a 500 mila euro, che rischiano di andare ad incidere anche sulla prossima Tari. L’auspicio è che la Regione metta mano al portafoglio ed eroghi i contributi, come promesso. Altrimenti sarà dura evitare un ulteriore salasso.
Emendamento. Definito “irricevibile”, dal dirigente Massimiliano Germiniasi, un emendamento a firma del Pd presentato sempre ieri mattina e che prevedeva una riduzione delle entrate Tari in bilancio per annullare il conseguente rincaro della tassa. «Serve una copertura economica e comunque non è ricevibile, normative alla mano, visto che si parla di tassa rifiuti» fa sapere il dirigente. A certificare la posizione della maggioranza Mallegni sull'impossibilità di modificare il bilancio di previsione e in particolare il regolamento della tassa rifiuti i pareri, resi pubblici dallo stesso sindaco, del funzionario comunale Giuliano Guicciardi, del presidente di Ersu Alberto Ramacciotti e dello stesso Germiniasi. Per un percorso di aumento delle tariffe innescato dal contratto di servizio stipulato, un anno fa, da Ersu - società che 5 anni fa proponeva un disavanzo di bilancio di oltre 1 milione di euro e che ha chiuso l'ultimo esercizio in utile - e amministrazione Lombardi. «E dall'agosto 2014 che si sa di questo contratto - chiosa Mallegni - l'amministrazione Lombardi non ha fatto niente per rimodularlo. Sono le carte a dirlo. Il resto sono chiacchiere».
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