Il Tirreno

Versilia

Il progetto nato dopo troppe morti

Il progetto nato dopo troppe morti

Nel settembre 2005, dopo due decessi, si comincia a pensare alle torrette

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VIAREGGIO. Estate 2005, spiaggia della Lecciona. Una stagione nera che si chiude con due morti in mare. Allora, come oggi, a vigilare sulla sicurezza dei turisti e dei viareggini che frequentano questo tratto di arenile non c’erano i bagnini. Ma a differenza di oggi il problema della sicurezza era ben presente agli amministratori e ai rappresentanti delle istituzioni che, oltre le proprie competenze - quelle di mettere un cartello all’ingreso della spiaggia indicando la mancanza di sorveglianza - decisero di elaborare un progetto per assicurare, in futuro, la presenza di torrette di avvistamento e bagnini. Che arrivarono nel 2006. E nonostante difficoltà sempre maggiori per far fronte ai costi del servizio sono rimaste fino al 2014.

Dieci anni fa, al termine di una stagione estiva decisamente impegnativa per la Capitaneria di Porto, con tre morti in mare, due proprio alla Lecciona, il comandante Roberto Isidori dichiarava: «Ho avuto già un incontro in Comune con il sindaco Marco Marcucci e c'è stato il coinvolgimento anche di alcuni assessori che sono stati incaricati dal sindaco di esaminare la questione per trovare una soluzione in vista della prossima estate. Sono certo che anche l'assessore regionale Marco Montemagni ci darà una mano».

Esattamente un anno dopo, a fronte della riuscita sperimentazione della sorveglianza alla Lecciona è la stessa amministrazione comunale a tirare un sospiro di sollievo per una stagione, la prima dopo tanto tempo, senza vittime: «Anche se per legge non eravamo tenuti a tenere sotto controllo la spiaggia - disse all’epoca l’assessore al demanio di Viareggio Mauro Rossi - abbiamo voluto offrire questo servizio che, visti i numeri, si è dimostrato molto utile». E ancora. «Un dato importante per la stagione appena conclusa è quello che, per fortuna, non ci sono state vittime nel tratto di spiaggia libera alla Lecciona - dichiarava nel settembre del 2006 Marcucci - e per questo dobbiamo dire grazie anche al servizio di sorveglianza organizzato dopo anni di attesa».

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