Il Tirreno

Versilia

Troppi turisti sono ignari dei pericoli che corrono

di Roy Lepore
Troppi turisti sono ignari dei pericoli che corrono

Francesi, spagnoli e tedeschi sorpresi: «Davvero non c’è la sorveglianza?» Favilla propone una squadra di bagnini volontari per garantire la sicurezza

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VIAREGGIO. Bagnanti perplessi e soprattutto - visto che ci sono molti stranieri - ignari della mancanza della sorveglianza nel tratto di spiaggia alla Lecciona. «I cartelli posizionati in punti non sono tutti visibili - dicono -. A seconda di dove entri, per andare in spiaggia, non bastano».

Detto della questione della sorveglianza e delle informazioni, non va dimenticata l’incoscienza delle persone che fanno il bagno con il mare mosso. Ieri, mentre c’erano ancora i soccorritori in zona, tanti ragazzini si tuffavano tra le onde.

Una famiglia francese, che sta trascorrendo le vacanze in Toscana ha passato ieri la giornata a metà strada tra la Darsena e La Lecciona. «Non sapevamo che non ci fosse la sorveglianza - raccontano -: abbiamo visto in mare i mezzi di soccorso e le persone che correvano per aiutare chi era in difficoltà». Così una coppia di spagnoli: «Molto dipende anche dalle persone che devono fare attenzione. Però in un tratto di spiaggia così vasto non è possibile che non ci sia nessuno che controlli e aiuti se c'è qualcuno in difficoltà in mare». Un uomo che abita a Viareggio ha portato fino quasi in riva al mare la sua bicicletta. «Preferisco tenerla con me, perché è più sicura, visto i furti che ci sono con molta frequenza. La fune che ho legato dietro la sella mi è servita per aiutare qualche giorno fa un mio amico che era in difficoltà in mare. Non c'è sorveglianza, quindi dobbiamo attrezzarci da soli per cercare di correre meno rischi possibili».

Le uniche che sembrano non voler fare il bagno per prendere la tintarella sono le ragazze. Il venditore di cocco, invece, non è molto soddisfatto degli affari. «Vado su e giù su questa spiaggia - spiega - e ci sono diversi stranieri che rischiano la vita facendo il bagno anche con il mare agitato. Il fatto che non ci siano bagnini è un fatto molto grave: anche ieri alcune persone hanno rischiato di annegare. Prima che arrivino i soccorsi ci vuole tempo e non è facile poi indicare dove si trovi di preciso chi è tra le onde».

Due bagnini storici della Lecciona, Nicola Gallione e Benvenuto Turano, da tempo hanno ripetuto che con questo mare i pericoli sarebbero arrivati sicuri: «Abbiamo alle spalle diversi anni di sorveglianza su questo tipo di spiaggia - dicono - e lo sappiamo che è facile trovarsi in pericolo. Il sindaco Giorgio Del Ghingaro in campagna elettorale aveva promesso la sorveglianza, ma la promessa non è stata mantenuta». Emiliano Favilla, politico e balneare, lancia una proposta alla Capitaneria di porto e alle associazioni: «Sono disposto, insieme a bagnini volontari patentati, a prestare sorveglianza sulla spiaggia libera della Lecciona gratuitamente. Se la Capitaneria di porto è interessata a questa proposta lo faccia sapere e ci convochi. Ieri personalmente mi sono reso conto del pericolo reale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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