Toscana
Terremoto nell’Assocarristi: si dimette il presidente Galli
Viareggio: la decisione a sorpresa dopo una turbolenta discussione legata ai compensi per il Carnevale estivo. "La stavo maturando da tempo: è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso"
VIAREGGIO. La notizia è arrivata martedì 28 come un fulmine a ciel sereno. Dopo una mattinata piuttosto turbolenta, Fabrizio Galli ha infatti deciso di rassegnare le dimissioni da presidente dell'Assocarristi, l'associazione che raggruppa la maggioranza dei costruttori del Carnevale di Viareggio. Una decisione presa subito dopo un diverbio con la Fondazione relativo ai compensi previsti per le uscite dei carri in occasione del prossimo Carnevale estivo (la Fondazione ha previsto un compenso a carrista di 2.500 euro per le prime due uscite e 1.500 euro per la terza mentre Galli a nome della categoria ne chiedeva 2.500 per ciascuna delle tre uscite). Ma che in realtà affonda le sue radici alla primavera scorsa, quando la categoria si è lacerata in occasione del rinnovo del bando di concorso a causa dei tagli diversificati ai costi delle costruzioni.
Galli, perché queste dimissioni a sorpresa da presidente dell'Assocarristi?
«In realtà era da qualche tempo che in me stava maturando questa decisione. Diciamo che il diverbio avuto con la Fondazione sui compensi per l'uscita del Carnevale estivo e, soprattutto, il sentirmi solo in questa battaglia hanno finito per accelerare i tempi. Ma la scelta di lasciare, in qualche modo, era già nell'aria da tempo».
Se il compenso per il Carnevale estivo è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, quasi sono i veri motivi che l'hanno portata a dimettersi?
«I motivi sono molteplici. Indubbiamente uno dei principali è legato alle lacerazioni interne alla categoria dei costruttori sopraggiunte dopo l'approvazione del nuovo bando di concorso. Come si ricorderà, il nuovo bando ha previsto dei tagli differenziati a seconda delle categorie. E carristi di seconda categoria e mascheratisti sono risultati più penalizzati rispetto ai carristi di prima categoria. Questo ha provocato uno strappo che ancora non è stato sanato. E questo ha indubbiamente pesato molto nei rapporti fra noi costruttori».
C'è anche dell'altro?
«Ci sono anche delle motivazioni più personali. Il compito di rappresentare tutti i costruttori assorbe infatti molto tempo. E invece già dal prossimo anno è mia intenzione dedicarmi alla realizzazione del carro. Anche perché con la reintroduzione di avanzamenti e retrocessioni e con la politica della Fondazione che tende a premiare con l'attribuzione di lavori supplementari chi si piazza meglio in classifica non voglio certo sacrificare ancora il mio lavoro di carrista per rappresentare tutti».
Cosa succederà adesso?
«Intanto lascio la presidenza dell'Assocarristi in un momento di relativa tranquillità, con il nuovo bando e i bozzetti già approvati, con una situazione economica del Carnevale che sta pian piano rasserenandosi. Insomma, non abbandono la barca in piena tempesta. Non è nel mio carattere, visto che sono abituato a prendermi le mie responsabilità. Per giovedì (domani, ndr) ho già convocato una assemblea di tutti gli iscritti all'associazione per formalizzare le mie dimissioni, che considero irrevocabili. In quel momento l'assemblea deciderà il da farsi».
Cos'è che le dispiace di più nel lasciare la presidenza dell'Assocarristi?
«C'è una cosa che avrei voluto portare a compimento da presidente e che invece non potrò fare. Si tratta della legge in base alla quale il Carnevale di Viareggio dovrebbe attingere ai finanziamenti del Fondo unico dello spettacolo. L'iter è abbastanza avanti ed è una battaglia che ho combattuto in prima persona. Avrei voluto lasciare una volta chiusa questa partita. Questo è il mio più grosso rammarico».
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