Il Tirreno

Versilia

Genitori e amici di Aurora: "Vogliamo la verità"

Roy Lepore
Aurora Francesconi
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Aurora Francesconi

Viareggio: a un anno dalla scomparsa della quindicenne in un incidente stradale tutti quelli che le volevano bene chiedono chiarezza sulla dinamica della tragedia

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VIAREGGIO. «Vogliamo la verità sulla morte della nostra Aurora». A un anno dalla morte della quindicenne scomparsa in un incidente stradale - la cui dinamica non è mai stata chiarita del tutto - i genitori e gli amici della ragazza tornano a farsi sentire. Chiedendo che la tragedia non finisca sotto silenzio.

Aurora Francesconi, pochi giorni dopo aver festeggiato 15 anni, era in sella alla sua vespa quando è avvenuto l’incidente in via Giovanni XXIII.

«Le indagini non sono ancora concluse - dice il papà Gianmarco Francesconi - ci sono ancora degli aspetti che il pm deve chiarire. Non si è più trovato lo specchietto del motorino di Aurora, che era ai bordi della strada. Ma non è questa l’unica cosa su cui si deve far luce». Ad alleviare il dolore straziante dei genitori Gianmarco ed Elisa ci sono state fin dal primo momento gli attestati di solidarietà e vicinanza da parte di conoscenti ed amici, che ancora oggi organizzano varie iniziative per mantenere vivo il ricordo di Aurora.

«Non possiamo che ringraziare tutti coloro che ci sono vicini, perché in questo modo ci danno la forza per guardare avanti nel nome di Aurora. Il giorno in cui si compie un anno in cui è avvenuto l’incidente è un momento di grande tristezza e di dolore. L’importante è poter giungere al più presto a fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente, capire insomma cosa abbia potuto provocarlo». Il 28 luglio dell’anno scorso alcuni testimoni hanno raccontato alla polizia municipale di aver visto la ragazzina cadere a terra dopo aver sbattuto contro un palo dell'illuminazione pubblica: nello stesso momento transitava una Lancia Y10, con a bordo due anziani turisti fiorentini. Ma una loro responsabilità non è mai stata accertata.

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La ragazza viene ricordata da Gian Maria Lenci, un suo amico. «A distanza di un anno è ancora vivissimo il ricordo di Aurora nei parenti e negli amici - dice - ne sono testimonianza l’associazione fondata dai genitori, gli eventi sportivi organizzati in suo onore, le opere di beneficenza, come la donazione di un defibrillatore alla scuola media “Raffaello Motto” ed i tanti messaggi che arrivano su Facebook».

Una sua amica scrive: «Auri in questi giorni sento sempre più la tua mancanza. Mi sembrava ieri quando mi dissi domani preparati a sopportarmi buonanotte scema. Poi il giorno dopo è successo tutto, la cosa più brutta, una cosa che mi ha segnata dentro, un dolore talmente forte che non si spiega a parole. Credo che la perdita della tua migliore amica sia la cosa più brutta, senti la mancanza dei suoi consigli, dei suoi discorsi, senti la mancanza di tutto. Auri non mi dimenticherò mai di te, mai e te lo giuro non mi sembra ancora vero. Te per me sei in vacanza e devi ancora tornare, mi voglio svegliare da questo incubo ti voglio bene».

Fra coloro che hanno ricordato Aurora ci sono sportivi con manifestazioni varie e tra questi anche le amiche della ginnastica, disciplina che l’ha vista protagonista in tante occasioni.

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