Il Tirreno

Versilia

Carbonaie, Arpat e Parco hanno informato la Procura

di Donatella Francesconi
Carbonaie, Arpat e Parco hanno informato la Procura

L’abbandono dei rifiuti oggetto di denunce e comunicazioni di notizie di reato Ma tutto intorno all’area bonificata la situazione non è cambiata

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VIAREGGIO. Arpat, in seguito al sopralluogo del giugno 2014, «ha provveduto ad integrare la notizia di reato contro ignoti a suo tempo trasmessa alla Procura della Repubblica». Così nel comunicato diffuso ieri dopo che “il Tirreno” è tornato a raccontare la montagna di rifiuti che si accumula nell’area esterna a quella oggetto di una bonifica costata milioni di fondi della Regione. Dietro il cancello delle colline create dalla bonifica a copertura dello strato rimasto di rifiuti, ci sono erba alta, l’odore del gas che sfiata da sottoterra, e gli arredi in legno già degradati. Nella zona esterna, invece, si continua a scarica rifiuti di ogni tipo. Che si vanno a sommare a quelli che si sono stratificati nei campi vicini, nei campi di un privato mai interessati a bonifica. Oggi che “il Tirreno”, a distanza di un anno, è tornato a verificare la situazione di allarme ambientale nel bel mezzo del Parco naturale, insieme ai rifiuti emerge che tutti gli Enti competenti sapevano e sanno.

Arpat, che ha verificato e dato al Comune prescrizioni chiare, oltre ad interessare la Procura, ed oggi è costretta a scrivere che «l’abbandono più consistente dei rifiuti rimane lungo la strada poderale, dove il Comune più volte è intervenuto, ma dopo pochi giorni questa diviene oggetto di nuovi scarichi di materiale. La soluzione proposta è chiudere la strada di accesso ai terreni tramite le attuali sbarre in modo tale da non consentire l’accesso ai veicoli privati».

Ed il Parco. Il cui presidente Fabrizio Manfredi, informa che: «Nell'ambito delle molteplici attività di competenza del Corpo di vigilanza dell'Ente Parco, numerosi servizi fra il 2014 e il 2015 sono stati dedicati - e diverse attività d'indagine proseguono in questi giorni - proprio al problema dell'abbandono di rifiuti nelle aree Carbonaie/Frassetti/Lorenzetto, la cui proprietà è in larga parte del Comune di Viareggio. Sono stati accertati almeno cinque siti utilizzati per abbandono, anche ripetuto, di rifiuti. Dagli accertamenti effettuati è emerso che tali pratiche sono da ricondursi quasi esclusivamente ad attività imprenditoriali, connesse ad una catena di produzione o di commercio di beni. Non è possibile escludere che qualche ditta abbia fatto ricorso a soggetti privati o persone dei campi nomadi della zona, per il trasporto e l'abbandono».

Anche il Parco dichiara di «avere informato l’Autorità giudiziaria per quanto riguarda il caso citato in dettaglio nell'articolo». Addirittura «a risposta di una delega della stessa Autorità, proprio in quanto il sito era già stato rilevato dal servizio di vigilanza del Parco quale zona utilizzata da abbandoni di rifiuti, anche pericolosi». Se non bastasse, «gli accertamenti dei guardiaparco hanno dato luogo a varie comunicazioni di notizia di reato alla Procura. Se alcune indagini sono ancora in corso, altre attività svolte dal servizio di vigilanza hanno già portato anche a risultati concreti, come la totale rimozione di rifiuti organici abbandonati da tempo su una vasta area agricola». Non sono mancate- scrive il Parco - «segnalazioni all'Unità operativa antidegrado della polizia municipale. Per contenere il fenomeno dell'abbandono, sono stati inoltre chiesti il sequestro di alcune aree e l'interdizione al traffico veicolare. Nonostante risulti già emanata, dal Comune, un'ordinanza che vieta la circolazione ai mezzi a motore ma che non è stata accompagnata dalla chiusura con le sbarre, senza la quale risulta fortemente pregiudicata la prevenzione del problema». Morale: tutti hanno fatto, ma i rifiuti si moltiplicano.

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