Toscana
Vizzoni dice addio ai Mondiali: "Ma l'obiettivo resta Rio"
Il lanciatore di Marina di Pietrasanta costretto a rinunciare all'appuntamento iridato di Pechino
Sfuma il sogno di Nicola Vizzoni di partecipare al decimo mondiale di atletica e inanellare così un nuovo record personale: è infatti arrivata la scelta che si aspettava di rinunciare a tentare la misura per partecipare ai Mondiali che si svolgeranno in Cina a Pechino dal 22 al 30 agosto, segnando un primato che sarebbe stato difficilmente ripetibile. L'atleta pietrasantino delle Fiamme Gialle ha ripreso gli allenamenti dopo l'infiammazione al gomito che lo ha costretto allo stop per oltre un mese, ma non forza i tempi del recupero per evitare di creare danni peggiori. Nicola Vizzoni ha scelto la strada della prudenza perché il vero appuntamento è Rio con le Olimpiadi del 2016. Vizzoni non parteciperà neppure ai Societari con le Fiamme Gialle a meno di clamorosa partecipazione a livello quasi simbolico per onorare la maglia e dimostrare l'attaccamento alla società.
L'abbiamo vista al campo di atletica di Marina di Pietrasanta in allenamento. Possiamo sperare di vederla ai Mondiali di Pechino che si terranno tra un mese?
«No, abbiamo deciso con il mio staff di rinunciare all'appuntamento mondiale anche se è una manifestazione ovviamente di grandissimo prestigio. C'erano troppi rischi per il proseguimento della stagione e per la mia carriera che vorrei chiudere, come annunciato, a Rio alle Olimpiadi. Sarebbe la quinta e quindi un bel traguardo».
Qualche rimpianto per una stagione che è stata assai travagliata?
«Ho iniziato con una caduta ad inizio anno in pedana che mi ha portato un grande dolore alla schiena e quindi ad un lungo periodo di recupero. Poi si è verificato questo problema al gomito che mi ha fermato ancora e mi ha costretto a qualche giorno di riposo, ma mai ad abbandonare completamente gli allenamenti. È necessario non fermarsi perché a questo punto della carriera i tempi di recupero si allungano e almeno ho bisogno di rimanere in forma. Mi concederò un paio di settimane ad inizio agosto di assoluto riposo, poi riprendo perché la qualificazione sarà molto impegnativa. La Federazione internazionale ha fissato in 78 metri la misura da lanciare per partecipare. Una misura che normalmente vale il quarto o il quinto posto in una gara. Così vuole ala Federazione e quello sarà l'obiettivo».
È una misura che è nelle sue corde e nel suo braccio?
«Non dico niente per scaramanzia , ma sono misure che ho lanciato anche recentemente ed è per questo che è necessario non perdere il passo gara e l'allenamento. La cosa positiva è che ho sino a tre settimane prima per realizzare la misura quindi quasi un anno, ma tentare adesso sarebbe un rischio inutile prima del recupero completo. A breve ci sarebbero anche i campionati societari con le Fiamme Gialle Sì e sono a disposizione della società per far presenza, ma siamo d'accordo che gareggiare sarebbe un qualcosa di inutile è probabilmente dannoso. Dispiace perché anche l'altro martellista della società non potrà lanciare anche lei per infortunio. Quindi, faccio programmi di medio periodo per essere al meglio dopo l'estate quando inizierò ad allenarmi a pieno ritmo per ritrovare quanto prima la forma migliore e tentare la misura valida per la qualificazione. Al termine della carriera bisogna programmare al meglio e non azzardare niente. Chiudere a Rio sarebbe un sogno che coronerebbe la mia carriera di atleta».
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