Il Tirreno

Versilia

Le ville del desiderio Dalla Bella Otero fino a Delia Scala

di CORRADO BENZIO
Le ville del desiderio Dalla Bella Otero fino a Delia Scala

È passata non solo la storia ma anche arte e spettacolo dalle 24 dimore immortalate nelle stampe del Tirreno

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di CORRADO BENZIO

Oggi le chiamano celebrity. Dagli anni Ottanta all’altro ieri si definivano vip, very important person. Un termine che poi nasce dagli alberghi a 5 stelle; quando arrivava una personalità, il trattamento previsto in casa era appunto sintetizzato in «vip». Prima ancora era il jetset, ovvero quelli che vivevano spostandosi in aereo. Un te mpo vero privilegio volare a reazione, privilegio finito con Ryanair e i voli low cost.

Comunque la si voglia chiamare la celebrità, le ville versiliesi hanno visto passare nei decenni personaggi di ogni genere, famosi e stramafosi. Dall’arte allo spettacolo, all’imprenditoria fino alla finanza.

Pensiamo a villa Blanc a Viareggio. A parte le frequentazioni nel dopoguerra di Edda Ciano Mussolini amica della baronessa Blanc , i viareggini la ricordano come la residenza di Delia Scala, la più brava e famosa soubrette del Dopoguerra italiana.

Odette Bedogni, questo il vero nome, venne a vivere a Viareggio nel 1967 quando sposò Piero Giannotti, già pilota sportivo, poi storico concessionario della Fiat in Versilia. Giannotti morì in un banalissimo incidente stradale in Vespa. Nel frattempo era finito della lista P2.

A villa Blanc Delia Scala ospitava i vecchi amici, da Sandra Mondaini a Don Lurio (ricordate il celebre ballerino americano di Studio 1) da Renato Zero a Marcello Mastroianni.

Tutti amici che partecipavano ad «Una rosa per la vita», lo spettacolo di beneficenza che veniva organizzato ogni estate a Bussoladomani a favore della ricerca su cancro. Un charity show che ha anticipato una tendenza. Rimasta vedova, Delia Scala si risposò con Alberto Fremura, noto imprenditore marittimo, e andò a vivere a Livorno.

Valerio Zurlini è stato un grande regista italiano. Celebre il Deserto dei Tartari, ma soprattutto La prima notte di quiete, girato a Rimini con uno stropicciato Alain Delon. Zurlini era di Rimini, come Fellini, ma amava la Versilia. Negli anni Sessanta prendeva in affitto villa Apuana, o meglio villa Siemens, sul lungomare.

Una villa che ha una storia cinematografica, essendo stato usata come set nel 1973 per «Peccato Veniale» il sequel di Malizia che Salvatore Samperi volle girare in una Versilia anni Cinquanta. Portagonisti Laura Antonelli e Alessandro Momo - gli stessi di Malizia – con set fra il bagno Piero, villa Siemens. E l’immancabile finale alla Capannina di Franceschi.

Ma villa Siemens entrò anche nel mirino, parliamo degli anni Settanta, del più famoso giornalista italiano.

Marta Abba visse a lungo nel villino che acquisto a Lido di Camaiore in quella zona ribattezzata «Costa Fiorita», Bella e brava fu la musa di Pirandello, che passava le vacanze fra l’hotel Royal di Viareggio e Castiglioncello, dove venne scattata una languida foto con l’attrice milanese ai suoi piedi.

A Villa Henraux-Pilli di Seravezza soggiornò invece La Bella Otero. Al secolo Augustina Otero Iglesias, spagnola, si fece chiamare col nome d’arte di Carolina Otero. Ma divenne celebre la Bella Otero, regina delle Folies Bergere a Parigi. Fu amante di principi e re (da Alberto I° di Monaco ad Edoardo VII di Gran Bretagna) e conobbe – in senso biblico chiaramente – anche il nostro Gabriele D’Annunzio. Da qui i rapporti con la Versilia e con la famiglia Pilli di Seravezza.

. A villa Simonetta, veniamo al Lido di Camaiore, firmata nel 1961 da Giovanni Michelucci, il grande architetto pistoiese autore della stazione di Santa Maria Novella, ha abitato nei suoi momenti di gloria Giorgio Mendella, il telefinanziere bresciano che abitava in Versilia, comprando il Viareggio calcio e ospitando allo stadio dei Pini le grandi convention del suo gruppo.

Mendella organizzò anche allo stadio dei Pini un torneo di calcio ai massimi livelli, con Inter, Fiorentina ed il Porto. In quella occasione ospitò in questa villa sul lungomare l’allora presidente dell’Inter, Ernesto Pellegrini

A villa Selene, già villa Mussolini-Ciano, ha vissuto Raniero Barsanti, uno dei 4 fratelli che fecero fortuna fra il calcio e le costruzioni. Giorgio Barsanti giocava nel’Inter, anzi nell’Ambrosiana di Milano, vincendo uno scudetto e una coppa Italia. Benvenuto, l’ingegnere, fece fortuna in Venezuela.

Raniero Barsanti è menzionato nei suoi ricordi anche da Mario Monicelli – il grande regista che ha vissuto a Viareggio fino alla maturità – come un autentico tombeur des femmes, uno degli uomini più belli che guatavano la spiaggia di Viareggio negli anni Trenta, ammirato da giovani e meno giovani.

Oggi villa Selene, ribattezzata anche Mussolini-Ciano è stata completamente restaurata e messa sul mercato delle ville di lusso dalla Finedil, immobiliare che fa capo a Cesare Lazzarini, noto imprenditore viareggino. Da indiscrezioni potrebbero essere già aperti dei contatti con imprenditori cinesi.

Perchè la nuova frontiera degli inevstimenti, dopo gli anni folli e drogati dei russi, potrebbe ora vedere in ballo i capitali cinesi, sia di origine asiatica che italiana.

Il fascino di queste ville sta nella loro bellezza, certo, ma anche nella storia e nelle frequentazioni. Un grande vino australiano o sudafricano per quanto eccellente non avrà mai il fascino e l’allure di un grande chateaux francese. Mancano quei secoli di gloria che il Nuovo Mondo non può certo avere.

Per questo motivo ci sono ancora clienti che si presentano all’hotel Augustus Lido e chiedono la camera dove dormiva da ragazzino l’avvocato Gianni Agnelli. E’ passato quasi mezzo secolo da quando la Famiglia ha venduto villa Costanza ai Maschietto, ma l’aura che emana la villa che fu dell’ammiraglio Morin resta unica.

E questo fascino che rende ancora unica e appettibile la Versilia. Ed è questo fascino che il Tirreno ha voluto omaggiare pensando questa iniziativa «Versilia, ville e storie». Da domani la prima grande stampa con il raccoglitore.

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