Gioco
L’ombra del dolo sul rogo al negozio “Versilia bike”
Cinquecentomila euro di danni tra struttura e materiale Il titolare: «Io sono sempre andato d’accordo con tutti»
FORTE DEI MARMI. Ha calcolato cinquecentomila euro di danno intervenuto ieri sulla scena del rogo al “Versilia bike”, da cinque anni a Forte. Le fiamme, divampate appena dopo l’ora di chiusura (le 22,50 di sabato notte), non hanno risparmiato il magazzino e parte del negozio di via Padre da Carrara.
«Magazzino nel quale erano le biciclette in carbonio e le mountain bike», racconta il titolare Fabrizio Giorgeri: «Ed in piena stagione...». Per di più in una località di vacanza dove ancora denaro ne circola e dove le due ruote sono uno degli ingredienti che fa già vacanza,
I primi rilievi della polizia di Stato, commissariato di Forte, e dei vigili del fuoco di Pietrasanta che hanno lavorato per spegnere l’incendio nel più breve tempo possibile, non hanno portato al ritrovamento di inneschi, ma neppure dei segni del “classico” corto circuito.
Certo è che nel locale «ora è un macello», per dirla con le parole del titolare. E che trovare possibili tracce di un’azione dolosa, mescolata con la gomma e tutte le altre sostanza andate bruciate, non sarà impresa facile. Cosa sulla quale avrebbero potuto contare gli eventuali autori di un gesto doloso.
Intanto, l’attività si è riorganizzata nella parte del negozio che le fiamme non hanno toccato, quasi come se - nell’ipotesi di dolo - si fosse voluto puntare proprio sul magazzino e sul suo prezioso contenuto. «Ripariamo e noleggiamo come nella nostra tradizione - racconta Giorgeri -: noi nasciamo ciclisti prima e rivenditori poi».
Alla domanda se qualcuno possa avercela con lui per qualsiasi ragione, il titolare del “Versilia bike” risponde così: «Io vado d’accordo con tutti...bisogna vedere gli altri...Certo sarebbe davvero grave se fosse stato qualcun altro...». E le ipotesi finiscono qui.
Nella conta dei danni, oltre al materiale, ci sono i costi della struttura che da cinque anni ospita il negozio: «Nell’immobile è tutto da rifare, non c’è più niente in piedi», è l’analisi sconsolata del proprietario dell’attività andata in fumo.
Gli investigatori non si sbilanciano, al momento. Ma è certo che la vicenda merita un approfondimento. Anche in base al quadro che Giorgeri potrà tracciare questa mattina, quando sarà ascoltato di nuovo in commissariato.
«Io spero che mi sappiano dire qualcosa gli inquirenti», è la posizione del commerciante. Che non si dà pace per quanto è successo tra le 22,50 di sabato, quando ha chiuso l’attività, e le 23,20 quando è stato avvisato di quanto stava accadendo al negozio.
Di fronte al quale ha trovato i vigili del fuoco, gli agenti della polizia di Stato, e un’ambulanza inviata dalla centrale operativa del 118, visto che in un primo momento si sospettava che qualcuno potesse essere rimasto intossicato o ferito.
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