Il Tirreno

Versilia

Discarica a cielo aperto tutto intorno alle Carbonaie

di Donatella Francesconi
Discarica a cielo aperto tutto intorno alle Carbonaie

Un anno fa Arpat chiedeva al Comune di prendere «provvedimenti immediati» Oggi spazzatura ovunque e collina, bonificata a suon di milioni, impraticabile

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VIAREGGIO. L’ultimo degli infiniti incarichi esterni che hanno fatto la storia della bonifica delle Carbonaie è di oggi (marzo 2015): centomila euro destinate ad «acquisire il servizio di collaudo attinente l’opera in oggetto». L’ex discarica ha visto un co-finanziamento della Regione per oltre tre milioni (ma ne sono stati spesi di più) per arrivare a spazzare via la discarica storica di Viareggio (fin dagli anni Ottanta) e trasformarla in quello che oggi è sotto gli occhi di tutti: una collina di erbacce alte e camminamenti impraticabili, con arredi collocati solo lo scorso anno e già ridotti come avessero anni e anni sulle spalle, immersa in un mare di rifiuti tutto intorno. Con l’aggravante che siamo nel mezzo del Parco naturale. O meglio in quella parte di parco che l’Ente regionale, lautamente sovvenzionato, persegue a tenere in condizioni di degrado mai viste.

Tutto intorno all’area bonificata si accumulano rifiuti, anche tossi come pezzi di lavorazioni edili che portano l’eternit a due passi dal lago di Massaciuccoli e dei fossi tutto intorno, con la cui acqua vengono irrigati i campi coltivati a granturco. Negli anni dei lavori i risultati delle analisi hanno dato risultati preoccupanti soprattutto i materia di valori dei metalli pesanti. Ma nessuno degli Enti competenti è mai intervenuto. Oggi che da un anno l’intervento è terminato, chi tiene sotto controllo cosa accade nelle acque tutto intorno? Acque nelle quali già affondano i rifiuti della discarica privata mai bonificata a fianco delle Carbonaie: in quei campi c’è di tutto ed i cittadini l’hanno denunciato a gran voce a tutti gli Enti competenti, Noe compreso (carabinieri) che nella primavere 2014 è tornato in zona per una verifica della quale non si è mai saputo l’esito.

Erano gli stessi giorno in cui Arpat faceva sentire al propria voce. Era aprile di un anno fa quando Arpat scriveva di aver «trasmesso al Comune di Viareggio, alla Provincia di Lucca, al Parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli ed al Consorzio di Bonifica Toscana Nord i risultati dei sopralluoghi effettuati e la richiesta dell'assunzione di provvedimenti immediati per il ripristino ambientale sull’area in oggetto. Ed in particolare: la rimozione dei cumuli di rifiuti rilevati lungo le vie di accesso all’area; la verifica della consistenza e classificazione dei rifiuti contenuti nei vecchi cumuli rilevati all’interno delle aree oggetto del sopralluogo, per gli eventuali successivi provvedimenti; la rimozione delle costruzioni precarie e fatiscenti, adibite al ricovero delle imbarcazioni palustri, in quanto costituite prevalentemente da lamiere zincate, plastica e materiale in fibro-cemento, ormai in parte corrosi dalle intemperie, e che, oltre a deturpare il paesaggio, possono costituire fonte di contaminazione delle acque dei canali da parte di metalli, o alla loro sostituzione con materiali idonei; la definitiva tutela delle suddette aree da possibili ulteriori abbandoni di rifiuti».

Oggi - guardando le foto scattate ieri - è cambiato, forse, solo l’elenco dei materiali. Ma nemmeno troppo. Ed evidentemente a Viareggio vale una licenza di inquinamento. Là dove, ovunque, sarebbero già scattati tutti i provvedimenti possibili.

Intanto, però, vanno collaudati i lavori di bonifica, Che hanno portato a quello che è sotto gli occhi di tutti: al posto del parco-destinazione turistica, con le biciclette, i cavalli ed il ristorante (a chi avrebbe dovuto essere assegnato?), c’è erba alta, degrado delle strutture, sporcizia. Il tutto, rigorosamente vista-lago. A suon di fiumi di denaro pubblico speso e finito, per buona parte, in un fiume di incarichi esterni ed appalti.

La Corte dei Conti che ne pensa? Ed Arpat è in grado di mettere la parola fine a tutto questo? La Procura ha qualcosa da dire? Oppure - tutti insieme quanti sono gli Enti - vale per Viareggio il principio “free lex?”. Basta saperlo...

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