Sicurezza
Fischi e schermi contestati alla prima del Pucciniano
Daniela Dessì protagonista indiscussa della “Tosca” che apre la stagione Ma le scenografie di Paladino non hanno convinto del tutto il pubblico
TORRE DEL LAGO. È andata e la Fondazione Festival Pucciniano tira un sospiro di sollievo. Tra cambi di presidenze e registi, contenziosi con gli artisti di ieri e di oggi, certificati medici dei protagonisti attesi e perfino un messaggio senza firma per Daniela Dessì (in camerino), la stagione lirica è iniziata. Con la Tosca “scenografata” da Mimmo Paladino che non ha soddisfatto tutti i palati, soprattutto sul fronte delle scene, nonostante il bis acclamato per Daniela Dessì che è sempre una garanzia, Una versione «molto, molto contemporanea», della quale alla Fondazione erano tutti coscienti, così si commenta in riva al lago il giorno dopo, che qualche fischio l’ha collezionato. Nonostante il buon auspicio del messaggio del ministro Dario Franceschini che ha parlato di «serata resa ancora più suggestiva dall'allestimento di Mimmo Paladino».
Nota dolente (ma non per la Fondazione che ne rivendica il successo) quella degli schermi ai lati del palcoscenico voluti dal presidente Alberto Veronesi per inquadrare particolari di quanto avviene in scena. Molti i commenti raccolti dal “Tirreno” di non apprezzamento della scelta: fanno troppa luce, per di più l’immagine è sgranata, e distraggono da quanto si svolge sul palco.
C’è poi il piccolo “giallo” del messaggio lasciato in camerino per Daniela Dessì. Dove “un’ammiratrice” si rammarica per la scelta del tenore scelto per sostituire Armillato nei panni di Cavaradossi. Sostituzione della quale si apprende - scrive l’estensore del messaggio - «che in un momento di tale crisi viene pagato addirittura prima della recita».
Abbiamo girato la questione al direttore generale della Fondazione, Franco Moretti: «Prima dello spettacolo non di certo - è la risposta - ma se si chiama un artista all’ultimo momento, anche quel poco ma devi consentire che vada via con il cachet una volta terminata la sostituzione».
Il clima in riva al lago non è dei migliori. Con le opposizione che chiedono a gran voce le dimissioni di Alberto Veronesi, incompatibile nel ruolo di presidente per la causa ancora aperta con la stessa Fondazione. Senza contare le incognite sul bilancio. Resta solo da sperare che sia di buono auspicio il messaggio arrivato dal ministro dei beni culturali: «Puccini è una figura di prima grandezza uno dei più importanti compositori italiani di ogni tempo la cui opera continua a sollecitare le emozioni, l'interesse e la sensibilità del pubblico. Si tratta di una di quelle eccellenze che danno prestigio all'Italia e contribuisce alla promozione culturale del nostro Paese. Ecco perché per l'Italia tutta e il territorio toscano valorizzare e ricordarne l'eredità non è solo un dovere ma anche una occasione, una chiave possibile per il presente e per il futuro».
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