Sicurezza
Ottomila euro per evitare la causa con Vivien Hewitt
VIAREGGIO. Ottomila euro per non andare in causa con la regista Vivien Hewitt, sostituita in corso d’opera con l’arrivo di Alberto Veronesi al posto di Adalgisa Mazza alla guida della Fondazione...
VIAREGGIO. Ottomila euro per non andare in causa con la regista Vivien Hewitt, sostituita in corso d’opera con l’arrivo di Alberto Veronesi al posto di Adalgisa Mazza alla guida della Fondazione Festival Pucciniano. Fondazione che si conferma essere sempre di più il “parco giochi” della politica locale, litigi compresi per chi sale per primo sull’altalena. L’accordo era stato annunciato nei giorni scorsi - senza l’indicazione della cifra pattuita - dalla Fondazione stessa. Con un comunicato che faceva parte dell’accordo pre-contenzioso, esattamente nella forma nella quale è stato composto ed inviato. La lirica all’epoca del dissesto, insomma. Con i conti della Fondazione che sono appesi ad un bilancio che è oggetto di divergenza con i revisori dei conti del Comune. Oltre che privo del contributo dell’Ente pubblico, ancora a causa del dissesto.
A stagione lirica iniziata, inoltre infuria la questione della causa del presidente Veronesi, al momento incompatibile con la carica che ricopre ai sensi delle linee guida per gli incarichi fresche di approvazione in consiglio comunale. «Non solo vi è incompatibilità - interviene Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini - perché non vi è stata alcuna rinuncia da parte di Veronesi come maldestramente volevano farci credere in consiglio mostrandoci lettere prive di alcun effetto giuridico. Ma, aggiungo, si troveranno a decidere soggetti che, a seguito della nomina di Veronesi a presidente, sono diventati la stessa cosa. Anzi, proprio grazie al nuovo ruolo di presidente, il creditore si trova a trattare le sue pretese in un contesto dove vi è un rapporto diretto fiduciario che incide sulle nomine e sulle revoche degli organismi del Festival e che, in questo modo, potrebbe vanificare alla radice la tutela dei diversi diritti delle parti che sono a mio avviso psicologicamente condizionati. Una situazione grave perché in discussione ci sono soldi pubblici e non questioni private». Per il Pd, Elisa Montaresi annucia: «Il nostro gruppo invierà al Prefetto, al presidente della Regione e al ministero una dettagliata informativa di quanto sta avvenendo a Viareggio. E chiederà al segretario comunale di esprimersi sulla legittimità della nomina». Rodolfo Salemi, capogruppo di Forza Italia, dichiara: «In base agli indirizzi per le nomine, in particolare per quanto riguarda i conflitti di interesse, è di tutta evidenza che si sarebbe dovuto attendere il ritiro definitivo e notificato delle liti per procedere alla nomina del presidente. E, al di là della evidente questione di diritto, si aggiunge un altrettanta evidente questione etica». (d.f.)
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