Il Tirreno

Versilia

luna park: parlano gli operatori

«Non uno sfregio ma un valore»

LIDO DI CAMAIORE. Affidano a una lettera al giornale la rivendicazione del valore del loro lavoro dal punto di vista turistico e del decoro dell’area, amareggiati per un articolo pubblicato nei...

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LIDO DI CAMAIORE. Affidano a una lettera al giornale la rivendicazione del valore del loro lavoro dal punto di vista turistico e del decoro dell’area, amareggiati per un articolo pubblicato nei giorni scorsi dal Tirreno. Sono un gruppo di imprenditori che operano da anni nel settore delle attrazioni da intrattenimento e in particolare possiedono le giostre nel Luna Park nell’area ex Bussola Domani. Là dove il Comune - in trattativa con Mimmo D’Alessandro - intende realizzare un’area per concerti.

«In tutta onestà - scrivono Eugenio Davini, Andrea Bisio e Massimo Del Bigallo - riteniamo che sostenere che il nostro lavoro, fatto con passione e dedizione da molti anni, sia causa di uno sfregio di questo bellissimo territorio che ci ospita sia gravemente offensivo del nostro onore e decoro e sia, in ogni caso, del tutto ingeneroso».

«Gli operatori del settore - raccontano - hanno ripulito e riportato a nuova vita una zona di Lido di Camaiore che prima del nostro insediamento era abbandonata a se stessa, buia e preda dell’incuria, zona franca per soggetti che lì vi intrattenevano traffici sicuramente illeciti. Il nostro lavoro e la nostra presenza in quel sito grazie anche alla politica intelligente di recupero del territorio portata avanti dall’amministrazione comunale ha contribuito a restituire la zona alla cittadinanza ed ai villeggianti, in sostanza a consentire che la comunità si riappropriasse di un territorio che in precedenza le era stato sottratto a favore di soggetti che l’avevano usurpata per dedicarsi a traffici illeciti. Il nostro lavoro offre tutte le sere la possibilità a tante famiglie di portare i loro figli a divertirsi e a giocare. Noi e tutti i nostri colleghi offriamo alle famiglie uno spazio di gioia e serenità, nella sicurezza e nella legalità e sentirci dire che questo comporta uno “sfregio” del territorio non lo possiamo proprio accettare: riteniamo di essere stati ed essere tutt’oggi una risorsa e non accettiamo di essere apostrofati per sfregiatori del territorio, come se la nostra sola presenza equivalesse a quella di un ecomostro o di cumuli di rifiuti. Ben altri sono gli sfregi apportati al nostro territorio e ben altra è l’incuria che in molti luoghi della Versilia è sotto gli occhi di tutti e che realmente offende chi a queste zone è profondamente legato sia da residente che da turista».

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