Il Tirreno

Versilia

Al via i lavori per il nuovo negozio nell’ex Martini in Passeggiata

di Corrado Benzio
Al via i lavori per il nuovo negozio nell’ex Martini in Passeggiata

Viareggio: ospiterà una moderna rivendita di scarpe sportive, senza gli arredi interni della celebre attività in chiave liberty

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VIAREGGIO. Partiti i lavori allo chalet Martini, l’ultima costruzione liberty rimasta in Passeggiata dopo il famoso incendio del 1917. Partiti i lavori con tanto di cartello e cantiere aperto. Partiti i lavori dopo tante polemiche e con la consapevolezza che il negozio non sarà più quel capolavoro che tutti hanno ammirato in oltre un secolo (venne aperto nel 1899) di vita. Dove hanno acquistato grandi capi di abbigliamento tutti i grandi personaggi passati da Viareggio, da Giacomo Puccini a Vittorio Gassman.

Riapre Martini e ospiterà le scarpe di un azienda in franchising che fa capo ad una ditta di Perugia. La stessa ditta che aveva aperto alla ex Galleria del Libro, buttando via gli arredi che erano stati disegnati nel 1973 da Gae Aulenti, la più grande archistar italiana del Novecento.

I nuovi affittuari hanno cambiato location (questione di affitti?) e la preoccupazione è la fine alla quale sono destinati gli arredi disegnati e prodotti dalla ditta Spicciani. È scoppiato un mezzo scandalo, con il Comitato Passeggiata 2000 che ha chiesto lumi alla Soprintendenza. La quale ha assicurato - a voce, non ci risulta essere niente per iscritto - che gli arredi sarebbero stati salvaguardati. Dove? Forse a casa dei padroni delle mura. Di sicuro - indifferente la Soprintendenza di Lucca - lo chalet Martini non sarà più come prima.

Riguardo agli arredi, un cittadino viareggino ci ha segnalato un'altra questione. Che fine hanno fatto quelli che lui - di mestiere restauratore di mobili - aveva visto a suo tempo dentro villa Argentina? Un altro piccolo mistero sui beni culturali di Viareggio? Forse. Considerando che la fine del vecchio decor di Martini non è un mistero ma una certezza.

Nei mesi scorsi, a difesa del volto storico del negozio, si era fatta sentire anche Confcommercio-Imprese per l’Italia: nessun problema sul tipo di merce che sarà in vendita, ma no a stravolgimenti: «Riteniamo imprescindibile che uno dei simboli del liberty viareggino venga tutelato nella sua interezza. Già troppe ferite sono state inferte all’immagine di quella che era uno dei più bei viali commerciali, e non solo, d’Italia ed è quindi necessario che ciò che resta degli antichi fasti non venga snaturato ma anzi possa rappresentare un modello cui tendere nuovamente per la tanto auspicata rinascita della città». Tante le voci dei viareggini che su Facebook avevano lanciato una vera e propria campagna a favore della salvaguardia del volto originale della struttura-simbolo.

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