Il Tirreno

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Carnevale di Viareggio
il caso

Eleonora Francioni deve restare nel Carnevale

di Alessandro Pasquinucci
Eleonora Francioni deve restare nel Carnevale

La solidarietà delle carriste alla carrista esclusa dai corsi 2016 dopo essere rimasta fuori dal giro per la maternità

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VIAREGGIO. Fin dalle origini, il Carnevale di Viareggio, è stato sempre un mondo per soli uomini. L’esclusione dal concorso di Eleonora Francioni, riduce ancora di più la presenza femminile. E il suo sfogo nella lettera aperta pubblicata sull’edizione di mercoledì del Tirreno ha sollevato molte reazioni a favore della giovane e talentuosa costruttrice, uno dei pochissimi volti femminili della Cittadella e l’unica donna che negli ultimi anni ha firmato da sola un carro mascherato.

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Ma l’ambiente del Carnevale è così maschilista? Abbiamo chiesto un parere alle “sopravissute” che lavorano nel mondo della cartapesta viareggina. In prima categoria c’è Priscilla Borri costruttrice di carri dal 2005 insieme al marito Simone Politi: «Il problema sta nella società stessa, dove la donna è ostacolata rispetto all’uomo. Anche la gravidanza, che dovrebbe essere vissuta come un beneficio per la società, viene spesso vista come un ostacolo, qualcosa che blocca, specialmente nel mondo del lavoro. Eleonora ha tutta la mia solidarietà e spero che si possa trovare una soluzione: è un’artista meritevole».

Sulla stessa linea di pensiero anche l’altra costruttrice di prima categoria: Corinne Roger, che con il marito Gilbert Lebigre, ha costruito molte opere negli anni 80 ed è poi tornata dal 2004 a gareggiare nella categoria più alta del concorso. «La donna non è avvantaggiata per niente – dice - noi siamo in due nell’ideazione e creazione del carro, ma nel resto dell’ambiente del Carnevale le donne hanno un ruolo marginale. Non capisco il perché dell’esclusione di Eleonora, mi dispiace molto e penso che sia una costruttrice molto valida che ha saputo dimostrare il suo valore. Le donne devono far sì che i propri diritti vengano rispettati, e la maternità dà diritto a dei congedi, per questo motivo non ritengo giusto che Eleonora sia stata esclusa, in quanto assente giustificata negli ultimi anni».

L’altra costruttrice è Marzia Etna, in gara da metà anni 80 nella categorie delle mascherate in gruppo: «Sicuramente una donna per sopravvivere nell’ambiente del Carnevale deve avere carattere, senza mai tirarsi indietro e deve dimostrare di fare più degli uomini. Comunque la donna può esprimersi in questo mondo; molti carristi, sono affiancati da donne nel corso del proprio lavoro, che fanno da braccio destro e spalla con consigli e suggerimenti molto validi per la riuscita artistica di un’opera. Io sono sempre stata accettata e non mi sono mai sentita esclusa, anche perché non ho mai avuto troppe pretese e il mio obbiettivo principale è sempre stato quello di divertirmi a fare la mia maschera, portando in corso un bel lavoro. La notizia dell’esclusione di Eleonora dalla competizione non è stata una sorpresa, me lo aspettavo, visto che in questi ultimi anni non aveva partecipato alla gara. Comunque tutti i carristi hanno sempre creduto in lei, me compresa, in quanto è un valido talento ed ha grandi capacità».

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